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La notte delle malombre

La notte delle malombre

Lucania, marzo 1944. Nino procede cauto con i piedi gonfi di vesciche stretti nelle scarpe, ha la febbre ma un nemico ancora più temibile lo accerchia. Il freddo è arrivato, e con esso la neve. Ha sette regole da seguire e fra queste la numero tre impone di andare di stazione in stazione. Non può fare diversamente poiché Nino è un disertore di un esercito allo sbando e sta tornando a Potenza dalla sua Maria. Cammina Nino, in mezzo alle traverse di legno sulle quali incespica più volte fino a quando fermo sul ponte trova un treno conficcato nella galleria con solo alcuni vagoni rimasti fuori. Ha paura ma si avvicina a guardare e scorge il corpo di un uomo. Con la torcia si fa luce e vede un secondo corpo con la faccia sul terreno e poi un altro e un altro ancora. Dal tunnel esce una persona, che gli comunica che sono tutti morti, in galleria. Brando Carenza ha perso suo padre nella guerra d’Africa e da quel momento è diventato il capofamiglia ma ad Altavilla Salentina, il suo paese - che sta per essere bombardato - sono sì arrivati gli americani a liberarli dai tedeschi, ma la fame è rimasta sempre uguale. A Pontecagnano intanto Nora Moscati non riesce più a dormire da quando, nel giorno del suo tredicesimo compleanno, è venuta a svegliarla una malombra, lo spirito notturno di cui le parlava da piccola la nonna. Rocco Saturno invece ha imparato che non muoiono solo i vecchi: infatti, nelle quattro giornate di Napoli durante le quali la sua città si è ribellata ai tedeschi, ha perso il suo migliore amico. Rocco lo chiamano lo sciacallo ma non gli importa, lui se c’è roba da rubare non si fa scrupoli ad approfittare del momento...

Tre ragazzi, Nora, Brando e Rocco ma anche Ciro detto Ditelle poiché gli mancano tre dita delle mano e poi Nino che sta tornando a casa a Potenza da disertore, raccontano questa storia sconvolgente e vera accaduta nella notte del 3 marzo del 1944 durante la seconda guerra mondiale. In quella triste notte colpevolmente dimenticata il treno merci 8017 viaggiava da Napoli direzione Potenza, con a bordo famiglie disperate per la fame in cerca di qualcosa da mangiare da barattare con i loro miseri averi. Nella Galleria delle Armi a Balvano, un piccolo paese in provincia di Potenza, si fermò a causa di una serie di errori umani. Circa seicento persone morirono nel sonno a causa del monossido di carbonio sprigionato dal treno. Manlio Castagna, salernitano, esordisce alla regia nel 1997 con il pluripremiato cortometraggio Indice di frequenza, con Alessandro Haber. Da vent'anni collabora all’organizzazione del Giffoni Film Festival, il più importante festival cinematografico per ragazzi, e dal 2007 al 2018 ne è stato il vicedirettore artistico. Dopo aver pubblicato saggi sul cinema e sui cani, esordisce con Pronto soccorso cinematografico per cuori infranti, un manuale con rimedi cinematografici per ogni mal d’amore e nel 2019 porta alle stampe Petrademone – Il libro delle porte, edito da Mondadori, il primo dei tre volumi della saga fantasy che segna l’esordio di Castagna nella narrativa per ragazzi.