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La notte più buia dell’anno

La notte più buia dell’anno

Fredrik e Nina non erano affatto entusiasti dell’idea, eppure alla fine avevano dovuto cedere: casa a disposizione per l’ultimo dell’anno alla loro figlia Smilla e a un esercito di adolescenti ricolmi di ormoni impazziti e pronti a spaccarsi di super alcolici e chissà cos’altro. Ma è una tappa obbligata nella vita di tutti i genitori, e loro non intendevano certo sottrarsi a quel rito in nome di una rigidità educativa che in fondo non avevano mai dimostrato né in fin dei conti considerato giusta. Così ora è notte, i due adulti hanno lasciato campo libero e sono diretti verso casa di Lollo e Max, loro amici storici, per il consueto cenone. Anche la figlia di questi ultimi, Jennifer, parteciperà alla festa, essendo tra le migliori amiche di Smilla. Questo un po’ li rincuora e un po’ li inquieta, considerando il sovraccarico di responsabilità di cui si sentono indirettamente investiti, ma contano sulla maturità della loro ragazza e poi... insomma, sperano solo che tutto vada bene. Arrivati a destinazione constatano subito che anche in quella casa il livello alcolico è di tutto rispetto, il folto gruppo di commensali è già al terzo o quarto drink e nell’aria si respira una certa elettricità; lo champagne rende alcuni allegri e altri molesti, il cibo non è granché, alcuni commensali sono decisamente sopra le righe. Nina fatica a trovare il giusto mood, ma a poco a poco si fa trascinare da quell’euforia un po’ forzata e si lascia andare, vaga tra le stanze della grande casa di Lollo e Max, perde di vista Fredrik per un lungo lasso di tempo e in generale si ubriaca parecchio. Tanto che quando si risveglia, il giorno dopo, tra le lenzuola di casa sua, i ricordi dell’ultima parte della serata sono completamente annebbiati e lei è uno straccio. Bel modo di iniziare l’anno, si troverà a riflettere. Ma il peggio deve ancora venire. E arriva con una telefonata di Lollo, che preoccupatissima chiede della figlia Jennifer, non ancora rientrata a casa. Magari è rimasta a dormire da loro? Interrogata, Smilla riferisce che l’amica aveva lasciato la festa poco prima della mezzanotte. La preoccupazione tramuta in isteria. Jennifer è ufficialmente dispersa...

Neve, freddo, Svezia, mistero. Gli ingredienti del thriller nordico ci sono tutti, agitare e mescolare ed ecco servito La notte più buia dell’anno, per la firma di Malin Stehn. Un libro molto calato nell'atmosfera un po’ ovattata del rigido e nevoso inverno svedese, con un ritmo compassato a dispetto del tempo dell’azione che si contrae invece in pochi giorni. Tutto ruota intorno alla scomparsa della giovane Jennifer, che dopo aver lasciato la festa a casa di Smilla fa perdere le sue tracce facendo subito pensare al peggio. Il panico cresce man mano che passano le ore e la vicenda inizia a mostrare strani e inquietanti contorni. Perché Jennifer è andata via prima della mezzanotte? Come mai nessuno pare averla vista? E quale può essere il motivo della sua assenza? La storia è raccontata attraverso i molteplici punti di vista dei quattro protagonisti, i genitori di Jennifer da un lato e quelli di Smilla dall’altro. Un espediente che dà profondità alla storia fino a renderlo una sorta di prisma letterario, ma va a discapito dell’azione, che infatti è frenata fino a rallentare molto in certe parti del libro. In ogni caso la scrittura di Stehn è convincente e il libro non ha mai cali significativi, l’attenzione tenuta desta al momento giusto dai tanti disvelamenti. Infatti, le dinamiche a prima vista tranquille delle due famiglie sono - ça va sans dire - ben più contorte di come appaiono, rivelando segreti inconfessati. Un romanzo ben dosato, un po’ cupo, perfetto per gli amanti della ormai frequentata scuola gialla nordica.