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La nuda verità

La nuda verità

Donatella Mugghiani è un’oncologa. Cura la gente. Donatella Mugghiani è una donna, ma è il cervello, non il corpo, il suo punto forte, ciò che guida le sue azioni, o almeno così sembra, perché Donatella Mugghiani è insofferente nei confronti delle sue pazienti, non sopporta le loro domande insistenti, le lacrime, la pretesa assurda di sapere che andrà tutto bene o peggio di aver tenuta la mano in punto di morte; come se la sua presenza potesse cambiare qualcosa: lei è un medico, non fa miracoli! Anche i colleghi la infastidiscono, non vuole interferenze nella sua vita privata e non riesce a perdonare il padre, per aver abbandonato sua madre, per essersi rifatto una vita. Donatella Mugghiani ha 45 anni ed è vergine, non vuole essere toccata. Non che gli uomini non le interessino: è il corpo a crearle problemi. Lei che per lavoro ha a che fare con i corpi degli altri, li apre, li opera, li analizza, ha difficoltà a relazionarsi con il proprio, trattiene il fiato sotto la doccia, non dorme mai nuda, anzi tiene le braccia e le gambe divaricate affinché non si tocchino. Ma poi arriva Stefano Barbero, studiatamente affascinante, colto, seducente, uno che con le donne ci scopa, uno che non vuole legami e trova che Donatella sia interessante, una moderna Atena. E così Atena si lascia trascinare, scopre il corpo, scopre la morbidezza, la passione, scopre che può amare con la pancia e che la testa non esiste più in certi momenti, che la testa proprio non funziona quando è il corpo a guidare la giostra, e più Stefano gioca non lei, più la sua razionalità va in frantumi e la gelosia la divora. Perché Stefano esce anche con Francesca, la sua segretaria? Cosa si dicono nella sala d’aspetto del suo studio? Ha scopato anche con lei?

Gaja Cenciarelli costruisce un romanzo che intreccia molteplici temi: c’è la scoperta del corpo e della sessualità; c’è la rivalità e la competizione femminile; c’è la fragilità di una donna apparentemente forte che si annulla per un uomo; c’è un tipo maschile fin troppo presente nella realtà, un uomo che gioca con la psiche e i sentimenti delle donne per sport, per autocompiacimento o per un secondo fine; c’è la Malaumanità; ci sono i temi eterni della famiglia e della vendetta. Ma andiamo per ordine. Donatella e Francesca sono due poli opposti della coppia mente-corpo: la dottoressa è algida, ha la lingua tagliente, non si preoccupa dei sentimenti altrui, è ricca e senza figli; la segretaria dorme nuda, è povera, vive con la madre e una figlia a carico, pensa che senza un uomo una donna sia destinata al disastro, e ogni sera riporta a casa i disegni della figlia con i voti della Mugghiani; peccato che la dottoressa non li abbia mai visti, quei disegni. Queste due donne vengono calamitate nella sfera magnetica di Stefano Barbero e tra i tre viene a crearci qualcosa di simile a un triangolo amoroso, ma in questa storia di ossessione e fragilità niente è come sembra e a tirare le fila di questi tre personaggi, nascosto nell’ombra, ce n’è un quarto, una giornalista decisa a smascherare la Mugghiani per quello che è: un medico insensibile, indifferente al destino dei malati che ha in cura. Così, mentre il lettore segue le vicende amorose della protagonista, sullo sfondo si va delineando un’inchiesta giornalistica sugli ospedali romani e il trattamento riservato ai pazienti. Insomma, probabilmente c’è troppa carne al fuoco e il tema della Malaumanità per quanto ricco di potenzialità interessanti non conquista fino in fondo, e lo stesso si potrebbe dire della scrittura che all’inizio forse appare poco originale. Dopo i primi capitoli, tuttavia, l’autrice dona tridimensionalità ai suoi personaggi e la trama e la scrittura procedono a un ritmo più incalzante. Il punto di forza del romanzo è la capacità della Cenciarelli di non creare né buoni né cattivi: tutti i personaggi hanno le loro ombre e meschinità e alla fine del libro non ci sono né vincitori né vinti.