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La numismatica detective – Indagine a Siracusa

La numismatica detective – Indagine a Siracusa

Siracusa, 2019. Franco ha fatto pace da tempo con la morte. Dopo più di vent’anni di lavoro al cimitero, ne conosce la potenza e la capacità di generare rispetto e pietà senza alcuna distinzione. L’unico momento in cui il cimitero gli procura un sentimento di malinconia che gli si aggrappa allo stomaco è quando, nelle giornate di cielo cupo e pioggia battente, indossa una mantella di plastica e se ne va in giro, solo, tra le tombe. Ora, invece, non piove e lui sta trascinando il sacco di spazzatura fino alle tombe più isolate, quelle in alto. Poi avrà finito e potrà tornare a casa per la pausa pranzo. Il sacco della spazzatura, però, si impiglia a un rovo e costringe Franco a tirarlo, fino a farlo rompere. Mentre si accinge a raccogliere tutta la spazzatura sparsa sul selciato, lo sguardo va oltre la recinzione e nota che in mezzo al boschetto qualcuno ha abbattuto degli alberi. Nota anche un fosso, non molto lontano da dove si trova lui, piuttosto grande. Volge lo sguardo a destra e ne vede un altro. E un altro ancora a sinistra. Franco si porta le mani alla testa e comincia a realizzare. Qualcuno ha effettuato uno scavo. Senza staccare gli occhi da quello scenario si tasta nelle tasche fino a che non trova il cellulare. Compone il centododici e, mentre attende che qualcuno dall’altra parte risponda, continua a chiedersi chi e perché abbia deciso di compiere una tale deturpazione. Poco dopo la zona è invasa da rappresentanti delle forze dell’Ordine. Il maresciallo Mirante osserva i suoi uomini intenti a delimitare l’intera zona con il nastro giallo. Gli scavi dei fossi sono profondi e vasti, segno che l’attività di dissotterramento è proseguita a lungo. Secondo il tenente Cavani, del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, almeno un paio di mesi. Probabilmente sono stati effettuati vari tentativi andati a vuoto prima di trovare quello che si stava cercando. Forse qualcosa di prezioso, chissà...

È da una bottega di numismatica a Siracusa – anzi da colei che la gestisce – che prende il via la vicenda raccontata da Linda Scaffidi, palermitana classe 1978, una laurea in Mediazione Linguistica e diversi romanzi all’attivo. Aurelia non se la passa benissimo. Il fidanzato di sempre l’ha abbandonata poco prima del sì e le uniche certezze restano la passione per la storia e il suo negozio. Tuttavia, si sa, la vita è sempre pronta a stravolgere gli equilibri e a spingere a rischiare, una volta ancora. Il rischio di Aurelia si chiama Attilio, che non ama la storia quanto lei, ma per lo meno sa corteggiare ed è romantico quanto basta per convincere Aurelia a lasciarsi andare. Una moneta greca, misteriosa e di cui non è chiara la provenienza, diventa il fattore scatenante di una serie infinita di guai e misunderstanding. Tra non detti, inganni, incomprensioni, deduzioni e colpi di scena – e soprattutto grazie al fiuto di Aurelia – la matassa inizialmente ingarbugliata si dipana e ogni tessera del mosaico trova posto. Un giallo interessante; una struttura narrativa che tiene e che si sviluppa in maniera credibile; una prosa scorrevole – alla quale difetta soltanto la presenza di qualche frase fatta di troppo – per un romanzo che svolge bene il suo lavoro: incuriosisce, diverte e stimola il lettore a cercare, insieme alla protagonista, una soluzione per il rompicapo.