Salta al contenuto principale

La nuova logica del dominio

La nuova logica del dominio

L'epoca contemporanea vede l’affermazione di una nuova forma di dominio che non si esercita più solo attraverso istituzioni, leggi o forza coercitiva, ma mediante la raccolta di dati, l’elaborazione di informazioni e l’orientamento delle decisioni. Questo potere computazionale nasce dall'intreccio fra algoritmi, piattaforme e Intelligenza Artificiale, ma affonda le proprie radici nella natura stessa dell'essere umano, da sempre costruttore di tecnologie. Da sempre, infatti, la tecnica non è una semplice risposta a una mancanza o a un bisogno, bensì l'espressione di un'eccedenza che caratterizza la condizione umana. Il linguaggio, primo grande artefatto dell'umanità, serve sì per comunicare, ma rende anche possibile la cooperazione, la costruzione di istituzioni e di miti condivisi, da cui prendono forma il potere e la vita sociale. Accanto a Kratos, forza che organizza e governa la convivenza, si sviluppa Ethos, la dimensione della responsabilità e della coscienza, che impedisce di ridurre l'uomo a ciò che può essere calcolato. La computazione tende infatti a trasformare la realtà in informazione, ma l'esperienza umana conserva una qualità irriducibile agli algoritmi. Anche gli artefatti – e quelli digitali non fanno eccezione - incorporano valori e rapporti di potere: dall'architettura alle infrastrutture, ogni tecnologia orienta comportamenti e ridefinisce il rapporto tra individuo e mondo. L'Intelligenza Artificiale costituisce il punto più avanzato di questo processo. Algoritmi e piattaforme selezionano informazioni, modellano preferenze e distribuiscono opportunità, mentre poche grandi imprese concentrano infrastrutture, dati e capacità di calcolo. Dietro il mito dell'innovazione emergono precise visioni filosofiche e politiche, dal cyberlibertarismo alla tecnocrazia, che influenzano lo sviluppo della Silicon Valley e dell'economia digitale. Tentare di governare questa trasformazione significa riportare il confronto tra Kratos ed Ethos al centro della democrazia, progettando tecnologie trasparenti, giuste e inclusive, perché il futuro non dipenderà dalla potenza della computazione, ma dalla capacità di orientarla secondo responsabilità, libertà e bene comune…

La nuova logica del dominio. Potere computazionale, democrazia e condizione umana, rappresenta il punto di approdo di un percorso di ricerca che Paolo Benanti conduce da anni sul rapporto tra tecnologia, antropologia ed etica. Il libro è uscito pochi mesi prima della pubblicazione della Lettera Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, dimostrando che l’attenzione sui temi dell’Intelligenza Artificiale fosse già particolarmente viva nell’ambito della Chiesa cattolica e Benanti è una delle figure che più si sono mostrate attive in questo settore. Più che un saggio sull'Intelligenza Artificiale il volume di Benanti è un'ampia riflessione filosofica sulla trasformazione del potere nell'era digitale. L’autore intreccia antropologia filosofica, fenomenologia, teoria politica, filosofia della tecnica, storia delle idee e geopolitica, costruendo un impianto teorico di grande ampiezza che va da Deleuze a Levinas, da Gehlen a Byung-Chul Han, fino ai protagonisti della Silicon Valley. L'originalità del volume risiede soprattutto nel ricorso alla categoria di «potere computazionale», utilizzata come chiave interpretativa per leggere tanto gli algoritmi quanto le ideologie che ne orientano lo sviluppo, e nella costante dialettica tra Kratos ed Ethos, che conferisce unità a un discorso ricco di riferimenti e prospettive. Pur nella densità dell'argomentazione, l'autore accompagna il lettore con esempi, facendo dialogare mito greco, architettura, supermercati, videogiochi, piattaforme digitali e intelligenza artificiale. Ne emerge una riflessione che non demonizza l'innovazione, ma invita a sottrarla a ogni automatismo tecnocratico, riaffermando il ruolo della responsabilità umana e delle istituzioni democratiche. È un contributo al dibattito contemporaneo sull'IA che sposta l'attenzione dagli aspetti esclusivamente tecnologici alla domanda decisiva: quale idea di uomo e di società intendiamo affidare agli algoritmi?