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La parola magica

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Cosa accidenti ci fa Viola adagiata nel letto di Carolina e Luigi - sposi novelli in viaggio di nozze - con indosso solo una invisibile vestaglia, che sfoglia con noncuranza una rivista di moda? Luigi era sceso solo un attimo alla reception per ritirare i documenti! E ora, della sua adorata mogliettina non c’è più traccia... La Terra, si sa, è stata spazzata via in seguito ad un terribile impatto con un meteorite. Ma cosa lo ha causato? Le ragioni sono da ricercarsi nella vita di un tranquillo impiegato ministeriale, tale Gabriele N., e della sua relazione extraconiugale con la bella e confusa Sandra, una hostess appassionata di tutto un po’ (un po’ di yoga, un po’ di buddismo, un po’ di astrologia, un po’ di psicologia)... Una nuova missione attende il sottotenente Malfatti: l’ispezione al forte di Magharab, un tranquillo avamposto comandato dal leggendario colonnello Maffei, un uomo stimato dall’intero Esercito. Malfatti era sulle spine prima di sapere, ma ora che ha conosciuto la sua destinazione, si rilassa: l’incombenza si preannuncia assolutamente pacifica... Domenico XXX, fondatore del sito “Il silenzio vale oro”, è stato arrestato, e il processo per direttissima comincerà tra pochi giorni: l’uomo è stato incriminato per detenzione e spaccio di materiale sonoro illegale. Cifre esorbitanti venivano pagate per scaricare le incisioni proibite: il silenzio delle donne stuprate o dei bambini violati per esempio, o il silenzio dei morti della mafia e della camorra, raccolti pochi istanti dopo il colpo di grazia... Per un becchino i funerali dovrebbero essere tutti uguali: insomma, dopo un po’ ci si abitua a tutto! Ma non ci si può dimenticare facilmente di un curioso, anziano signore che vuole seppellire i resti della sua bambola gonfiabile... Per ottenere successo, nella vita, occorre un sorriso smagliante: e allora via inutili ricordi, via rimorsi, via segreti, via senso di vergogna. Una costante chirurgia interiore è quello che ci vuole, uno svuotamento totale della mente: bisognerebbe arrivare all’essenza della pallina da ping pong, un’entità quasi divina che racchiude il vuoto perfetto, senza macchia alcuna…

Leggerezza nella forma, ma non certo nella sostanza. Il lato inquieto e oscuro della vita rappresentato in modo grottesco, inverosimile e ironico: questo, il segno distintivo della narrativa di Lorenzo Pompeo, romano, dottore in slavistica e traduttore letterario per numerose case editrici. La parola magica racchiude diciassette racconti brevi - qualcuno brevissimo, appena mezza pagina - nei quali i personaggi sono alle prese con un’esistenza dominata da un’entità invisibile, forte e incomprensibile e per questo, incontrastabile. Entità che è filo conduttore in tutti i racconti, pronta a ricordarci il crudo nonsense della vita; un invisibile burattinaio che non lascia molto spazio alle sue ignare marionette, alle quali non resta che la rassegnazione, l’accettazione di un’esistenza che non ha riguardo per i sogni e i desideri individuali, e che, impietosa, assegna alle piccole azioni (apparentemente insignificanti) conseguenze di enorme e terribile portata. Va da sé che i personaggi descritti da Pompeo non siano affatto degli eroi, bensì degli anonimi strampalati completamente in balia di eventi avversi. La scrittura di Pompeo è fluida, attenta ai dettagli, arguta, e persino divertente nella sua tragicità; capace di strappare un sorriso, e nel contempo instillare dentro il lettore un senso di inquietudine. Non ci rimangono che le illusioni: brevi, ingannevoli illusioni nelle quali ci sembra di capire tutto, ma non è così. Qual’è davvero il senso della vita?