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La paura

La paura

È il Natale del 2008. Oslo è bianca di neve e tutto è pronto per lo scambio dei regali. Marcus Koll jr ha deciso di portare tutti i suoi parenti in crociera sulla “MS Princess Ingrid Alexandra” e ha creato per loro un biglietto personalizzato con tutte le loro facce sul parapetto della nave. L’impegno più grande è la beneficenza e per ogni singola donazione mette tutta l’anima. È quello che gli ha insegnato il nonno, tanto che ci pensa puntualmente ogni Natale, ricordando le loro discussioni: quale uomo è il migliore, quello che aiuta dieci persone in difficoltà e se ne attribuisce il merito o quello che aiuta una sola persona e lo tiene per sé? Il nonno fino a cinque giorni prima di morire fa beneficenza, nonostante lo stipendio prima e la pensione poi da macchinista non permetterebbe tanti lussi con una moglie casalinga e cinque figli. Per Marcus Koll jr la situazione è diversa: guadagna molto, ma non è la quantità di denaro da dare, quanto il sentirsi soddisfatti della propria vita. E proprio mentre mette a punto le ultime donazioni, si mette una mano sul petto e annaspa in cerca d’aria. Si sente male... È Natale anche a casa di Yngvar Stubø e Johanne Vik. Durante il cenone della vigilia sono presenti anche la mamma e il papà di Johanne. Lui beve qualche bicchierino di troppo, lei la fa lunga sulla mancanza delle costolette di maiale, appellandosi alla tradizione di famiglia e insofferente al sostituto merluzzo che Yngvar, invece, sembra gradire molto, tanto da eleggerlo nuovo cibo per il cenone del 24 dicembre. Lungo la banchina, intanto, sta succedendo qualcosa di strano: un ubriaco finisce direttamente in acqua, ma al momento del salvataggio viene recuperato anche un altro cadavere. In un’altra zona, invece, precisamente a Bjørgvin, il vescovo, Eva Karin Lysgaard, viene accoltellata per strada...

Inizialmente si esamina il concetto di felicità, ma d’altronde, quando il periodo è quello del Natale, non è poi così strano. Quello che invece sembra strano è che da qualsiasi parte arrivi questa sensazione, compreso l’amore per Dio, non dura mai più di un attimo ed è subito soffocata da delusione, malinconia, tristezza... Altra cosa che è possibile imparare da questo poliziesco è relativa al filone dei cosiddetti “crimini d’odio”. La ricerca che viene affidata a Johanne dalla Direzione nazionale norvegese della polizia, trova una strada già tracciata negli Stati Uniti, percorso che, quindi, permette di uniformare il Paese nord europeo a situazioni già note altrove. Odio contro i neri, gli ebrei, gli omosessuali, ogni genere di diversità può scatenare ondate di violenza da parte di gruppi e sigle di vario tipo. E se, come precisa l’autrice nella postfazione, il romanzo è un romanzo e non racconta la realtà, così come certi particolari, dalle cantine dell’Hotel Continental agli impianti di videocamere e sorveglianza, vengono inseriti senza sapere se esistono davvero, purtroppo i gruppi organizzati intorno a odio e disprezzo nei confronti di altri gruppi di uomini e donne, sono invece una triste realtà, come è vera la violenza che esercitano e i reati gravissimi che commettono. Non esiste davvero una associazione, in America, come l’APLC di cui fa parte l’avvocatessa amica di Johanne, ma piuttosto l’organizzazione Southern Poverty Law Center di Montgomery, Alabama (www.splcenter.org), che chiarisce perfettamente la situazione dei gruppi d’odio. Da questo romanzo di Anne Holt ha preso il via Modus, fortunata serie della TV scandinava che con il noir La porta chiusa, ha allestito la seconda stagione, permettendo agli sceneggiatori di vincere l’Emmy (Oscar televisivo).