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La pillola del giorno prima

La pillola del giorno prima

Che cosa vuol dire “salute”? L’Organizzazione Mondiale della Sanità ne dà una definizione precisa: “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non la semplice assenza di malattia o infermità”. Chi sta veramente bene oggi non è solo chi può permettersi di non essere malato o infermo, ma chi manifesta benessere anche mentale e sociale. E allora, chi tra noi può dire di “essere a posto” dal punto di vista psichico e relazionale? Il lavoro ci costringe sempre di più ad orari ed impegni che limitano la nostra possibilità di trovare spazio per pensare un po’ di più a noi e alle nostre amicizie o interessi. Spesso è proprio questa mancanza a farci invocare lo stato della malattia, magari alimentato anche da fattori esterni alla nostra persona: l’ambiente in cui viviamo, il basso reddito percepito, la crisi, etc. Uno stato di emergenza permanente che aumenta d’intensità appena sentiamo un allarme influenza, una possibile esplosione di qualche nuovo morbo o pandemia (vedi ad esempio l’ebola, la malattia della mucca pazza o l’influenza aviaria, per citare tre casi recenti). Tutte queste preoccupazioni sono in gran parte speculazioni alimentate dai media, che basano l’informazione su dati e verifiche inconsistenti e che cercano la notizia per stampare un titolo che venda qualche copia in più. Un pourparler che amplifica notizie false, buone per qualche chiacchera al bar…

Il libro di Vacca, uno dei più noti divulgatori scientifici italiani, e Malvaldi, un chimico diventato famoso con la pubblicazione di una fortunata serie di romanzi gialli, fa luce sul come le nostre convinzioni in ambito di prevenzione e salute siano prevalentemente errate. La struttura del saggio alterna i capitoli di Vacca - che analizza con taglio accademico la diffusione del cancro, dell’AIDS, la storia e la matematica delle epidemie, l’obesità e altro - a quelli di Malvaldi, che inframmezza con considerazioni più generali su salute pubblica, previsioni e scienza pratica, alla portata del lettore non specialista. Il saggio nel complesso si legge piacevolmente, è divertente, ricco di aneddoti che ci fanno capire come gli scienziati non siano degli stregoni ma delle persone comuni e soprattutto utili a farci capire come gira il mondo, a toglierci paraocchi ingombranti. Mettere alla prova sempre e comunque le teorie degli esperti è un buon metodo per far lavorare il cervello e per costruirci un’intelligenza critica e aperta alle novità. Questo libro veloce, nel suo piccolo, cerca di farci vivere meglio, togliendo un’aura di incomprensione a temi che ci riguardano da vicino e su cui spesso tendiamo a banalizzare. Obbligatorio per gli ipocondriaci.