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La prima guerra del football

La prima guerra del football
Negli anni ’60 un intero popolo è di fronte ad una svolta che porta il nome di libertà: rotti i rapporti coloniali, finita l’oppressione europea e l’apartheid, l’Africa inspira a pieni polmoni un’aria nuova. Peccato che la durata di quel respiro si esaurirà presto a causa di conflitti interni tra Stati, presidenti fantoccio spalleggiati da continue rivoluzioni armate, guerre di etnia e - non ultima - la povertà. In mezzo a tutto ciò, un reporter ad inizi carriera, proveniente da una repubblica socialista malvista dalle nazioni africane, lascia il suo paese per raccontare all’impaurito lettore europeo le svolte presidenziali avvenute in Ghana, l’omicidio di Lumumba in Congo, il razzismo presente in Sudafrica e il colpo di stato algerino. Tornato in patria Kapuscinski avrà giusto il tempo di interrogarsi sulla noia di una vita costretta alla scrivania, prima di decidere di ripartire per un nuovo continente: l’aspetta l’America del sud, con la sua folle guerra tra Honduras e Salvador scatenata da una partita di calcio tra le due nazionali…
L’opera contribuisce a svelare la personalità di Ryszard Kapuscinski, raccontandone gli esordi come brillante reporter che ha saputo unire l’immagine del giornalista “carta e penna” a quella - ormai demodé - dell’inviato in prima linea armato di coraggio. Come quel Barzini che all’inizio del secolo scorso percorse la distanza Pechino - Parigi a cavallo di un’Itala dispersa tra steppe Mongole, Kapuscinski possedeva quell’amabile malattia per il reportage, il pericolo, il viaggio, la sofferenza, la realtà prima vissuta e solo poi raccontata. Restiamo così letteralmente folgorati dalle narrazioni dei suoi arresti, pestaggi, morti scampate, fughe dalla guerriglia armata africana e follie al fronte honduregno. A tutto ciò si deve sommare la particolarità di un libro tripartito che, se da un lato viene letto come un reportage “nudo e crudo”, ha per altri versi le caratteristiche di un saggio storico che ricostruisce gli eventi dell’Africa anni ’60 e - con corsivo nel testo - capitoli che vanno a formare una sorta di memorandum personale dell’autore.