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La profezia di Celestino

La profezia di Celestino

Il protagonista, del quale non sapremo mai il nome, decide di dare una svolta alla propria vita e si ritira nella casa sul lago ereditata dal nonno: è nella fase in cui ha maturato la consapevolezza che la sua vita non lo soddisfa, anche se non ha ancora capito cos’è che non va. Un crescente senso di incompletezza lo ha spinto ad abbandonare il lavoro che svolgeva a sostegno di adolescenti dalla personalità inquieta e disturbata. Charlene, una vecchia amica che non vede da anni e che si trova di passaggio in città, lo chiama dandogli appuntamento per pranzare insieme. Quando arriva al ristorante lei gli racconta che qualcuno le ha rubato una valigetta, forse convinto di trovarci dei documenti che il governo peruviano intende distruggere. Sarà lei a parlargli per prima del Manoscritto e della Prima Illuminazione: in un imprecisato luogo del Perù, sembra che sia stato rinvenuto un antico e misterioso manoscritto, osteggiato dalle autorità del clero e dello Stato, che perseguitano studiosi e ricercatori interessati al documento, in quanto lo considerano rivoluzionario e pertanto pericoloso. A Lima, Charlene aveva sentito parlare del Manoscritto e volendone sapere di più, aveva chiesto incautamente in giro. Un sacerdote l’aveva contattata e le aveva raccontato della Prima Illuminazione, per poi scomparire nel nulla. «La trasformazione inizia con la Prima Illuminazione, e secondo il sacerdote, questa affiora sempre inconsciamente, causando un profondo senso di irrequietezza». Da quel momento, una serie di eventi favorevoli e coincidenze spingono il protagonista ad intraprendere immediatamente un viaggio in Perù, alla ricerca delle Illuminazioni, ovvero dei singoli capitoli, o sezioni, che compongono il Manoscritto e che descrivono i passaggi attraverso i quali l’essere umano raggiungerà la piena evoluzione spirituale nel corso della storia, a partire dalle ultime decadi del ventesimo secolo…

Ho letto tre volte questo romanzo, in epoche diverse della mia vita. Solo all’ultima lettura, però, mi sono resa conto che il protagonista non si presenta mai. L’omissione del nome e della descrizione fisica del protagonista, mentre vengono invece rappresentate tutte le inquietudini che attraversano la vita sua e di ogni essere senziente, fa sì però paradossalmente che il lettore si immedesimi immediatamente nel personaggio principale, che racconta in prima persona ogni vicenda. Il protagonista affronta una serie di rocambolesche avventure che hanno il compito di introdurci alla filosofia New Age della quale questo romanzo è considerato uno dei capisaldi. Capitolo dopo capitolo, si affrontano le problematiche più comuni che dall’infanzia all’età matura hanno influito nella vita dell’individuo e si propongono soluzioni e metodi per superarle. La profezia di Celestino può essere visto come una sorta di manuale di crescita personale e di trasformazione spirituale sotto forma di romanzo. Il risultato di questa formula narrativa trasporta il lettore all’interno della vicenda, spingendolo a riflessioni profonde, senza necessariamente trovare le risposte alle proprie domande nella filosofia che intende rappresentare.