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La ragazza con lo zaino verde

La ragazza con lo zaino verde

Siamo nel 1938. Alida vive in provincia di Varese con i suoi familiari. La ragazzina ha quattordici anni e zia Isabella è la persona che la capisce meglio di tutti: è bellissima e allegra e le passeggiate con lei sono memorabili. Alida immagina la sua giovane zia come “una stella del mattino. Un fiore che porta luce”. Alida è in vacanza ed è imminente la partenza per la colonia marina. La valigia è pronta. Cattolica aspetta lei e le sue amiche. Il mare e la spiaggia sono motivi di gioia per le ragazzine, l’uniforme delle Giovani Italiane è un elemento di orgoglio per quasi tutte, soprattutto per Alida, che la sente come una seconda pelle, qualcosa che le offre insieme protezione e identità. In colonia si festeggia il compleanno del duce, con un corteo e un’adunata davanti al Municipio al ritmo delle canzoni del regime. Alida si sente orgogliosa di essere parte di un tutto che le appare grande e vincente. Seguono poi le vacanze al lago, nella villa dei facoltosi nonni materni, insieme alle numerose cugine e cugini. Alida è la sola figlia unica, una cosa da pecora nera, perché il regime incoraggia le famiglie numerose e premia le madri che hanno avuto almeno sette figli. Alida nella sua breve vita ha conosciuto solo il fascismo e i suoi proclami, un insieme che la fa sentire sicura e inserita in un grandioso progetto per l’Italia destinata – secondo quanto le dicono – alla gloria. Ma un giorno, dopo un pranzo in famiglia con i genitori e zia Isabella, la ragazzina comprende che non tutti sono entusiasti del regime; zia Isabella, infatti, sventolando il giornale, condanna senza mezzi termini gli scienziati che hanno sottoscritto il Manifesto della razza: “Sono dei criminali. È un insulto all’umanità!”...

Il romanzo, prima di raccontare la Resistenza e i suoi ideali, descrive nel particolari del quotidiano la vita delle persone comuni durante il regime fascista, dal controllo di ogni aspetto della vita all’indottrinamento continuo, dalla persecuzione degli oppositori alle leggi razziali. Aspetti non sempre chiari alla giovanissima protagonista che narra in prima persona i suoi giorni, le sue convinzioni e le sue speranze di ragazzina. Se il regime invade ogni ora dei tuoi giorni, molto difficile è per una ragazzina comprendere e immaginare una realtà altra, diversa dalla “normalità” della dittatura. La storia e il percorso di scoperta e di consapevolezza di Alida potrà aiutare le giovani lettrici e i giovani lettori del libro a meglio comprendere un doloroso periodo della nostra storia e i suoi protagonisti. L’autrice, in una recente intervista, ha illustrato come abbia tratto ispirazione, fin dal titolo, per questo romanzo dalla vita e dalle convinzioni del suo nonno ricordando che “Il nonno nei suoi diari dice che il dilemma dei giovanissimi cresciuti col Fascismo è capire quale è la vera patria, quella di Mussolini o quella di Gramsci? Lui a 17 anni vive la prima incrinatura rispetto al Fascismo attraverso i libri e l’incontro con il sacerdote partigiano don Giuseppe Oldrati”, personaggio presente anche nel romanzo.