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La ragazza delle onde

La ragazza delle onde

Seduta al suo solito posto e circondata da quella che da qualche anno è diventata la sua comitiva, Zora non riesce a concentrarsi. Un po’ perché la conversazione non la interessa più di tanto – ancora una volta Patricio cerca di fare breccia nel suo cuore, raccontando la sua ennesima spacconata con il risultato di irritarla solamente. Un po’ perché non riesce a smettere di pensare a Jay. Si sono conosciuti qualche settimana prima in spiaggia. La luce rosa e romantica del tramonto di Tenerife ha fatto da sfondo alle loro prime chiacchiere; niente di particolarmente significativo, ma quello scambio di parole con quello straniero dai profondi occhi azzurri l’ha colpita in un modo che non immaginava possibile. Da allora, si sono visti un altro paio di volte, ma niente di compromettente se non un suo invito a casa sua che lei ha rifiutato, pentendosi all’istante. A quel ricordo, una ondata di vergogna e delusione la investe: non avrebbe dovuto rifiutare, ma godersi quell’invito. In fin dei conti, sarebbe potuto essere un semplice invito a cena e adesso avrebbe potuto trovarsi a casa di Jay invece di ascoltare Patricio. Il flusso di pensieri la porta lontano dalla Tabla Ebrujada, tanto che quando sente qualcuno chiamarla “lekker” impiega qualche secondo a riconoscerlo. Solo una persona, in tutta l’isola, la chiama in quel modo e quando si gira verso la direzione della voce, eccolo che lo vede appoggiato al bancone del bar con una birra, mentre ha tutta l’aria di stare aspettando proprio lei...

È una storia che scorre su un doppio binario, destinato fatalmente a incrociarsi, quello che regge La ragazza delle onde, romanzo di Cristina Fabbrini Serravalle. L’isola spagnola di Tenerife, luogo che l’autrice conosce molto bene dato che ci vive, fa da sfondo alle vicende di Zora, Jay, Alejandro, Alaistair, Josè protagonisti di questa storia nella quale l’apparenza non corrisponde mai alla realtà in un gioco di specchi e intrecci. Inizialmente, infatti, la narrazione sembra procedere su storie parallele: da un alto quella tra Zora e Jay, dall’altra quella di Alaistair e Josè, figure enigmatiche incaricati di svolgere una missione. Sullo sfondo, il mare di Tenerife che gioca un ruolo quasi di co-protagonista. Tuttavia, nonostante il racconto scorra abbastanza fluido e senza particolari intoppi, i personaggi restano attaccati agli stereotipi che incarnano, non riuscendo a compiere il balzo che li renderebbe dei caratteri veri e propri. Inoltre, l’inserimento di frasi o brevi dialoghi in lingua spagnola (senza traduzione né a piè pagine né in appendice), se da un lato permettono a chi conosce lo spagnolo di calarsi meglio nelle atmosfere, dall’altro crea una barriera a chi quella lingua non la conosce. Inoltre la mancanza di un indice dei capitoli e della numerazione delle pagine, unita a qualche svista lasciata dal correttore di bozze (doppi spazi di battitura, divisione in sillabe errate, inizio di sotto-capitoli al termine della pagine) non permettono a La ragazza delle onde di essere pienamente apprezzato.