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La regina ribelle

La regina ribelle

Alienor ha tredici anni ed è l’erede al potente trono di Aquitania. È una giovinetta di una bellezza luminosa ed è fiera. Ha perso la mamma quando era solo una bambina e deve prendersi cura di Petronilla, la sua sorellina minore, che ha sofferto tantissimo per quella morte. Suo padre, Guglielmo X, sa che non ha ancora molto da vivere e che deve trovarle un marito che la aiuti a mantenere la forza dei suoi possedimenti e che possa essere accettato dai suoi vassalli. Nel cuore della giovinetta c’è Goffredo di Rancon, che ha quasi trent’anni ed è uno dei vassalli più vicini a suo padre, ma la sua scelta scatenerebbe una lotta tra i vassalli e distruggerebbe l’Aquitania. L’unica scelta possibile è Luigi VII, Re di Francia, che è appena succeduto al trono francese dopo la morte del fratello maggiore, e per farlo è stato allontanato dalla vita ecclesiastica che aveva abbracciato con dedizione e come sua scelta. Luigi è un giovane uomo bello e timorato di Dio, ma debole e manovrato dalla madre, che non ama le abitudini sfarzose degli Aquitani e si scaglia, terribile, contro la giovane nuora, che non sembra essere facile da dominare, ma che ha conquistato il cuore e il letto di suo figlio. Alienor e la sorella subiscono le bordate malefiche della suocera e la spensieratezza del rapporto con Luigi viene avvelenato dalle sue cattiverie. Quando Alienor perde il figlio maschio che aspettava, l’erede tanto atteso, Luigi si allontana da Alienor e comincia a guardarla con sospetto. Il suo misticismo, la paura di un Dio vendicatore le fanno vedere Alienor come una nemica e il tenero amore che sembrava sbocciato tra i due giovani, si trasforma in un tormento...

L’autrice è una studiosa appassionata di storia medievale e, per questo è stata definita dalla rigorosa Historical Novel Society come “la migliore autrice di fiction medievale dei nostri tempi”. I suoi romanzi sono stati tradotti in 24 lingue e si incentrano soprattutto sulla vita di regine medievali che hanno fatto grande la storia dell’Inghilterra. Su Eleonora d’Aquitania (che nel romanzo viene chiamata con il nome Alienor che era il nome usato nella sua famiglia) ha scritto tre romanzi e questo è il primo della trilogia. La narrazione va da quando Alienor ha tredici anni, e va in sposa al re Luigi VII di Francia, alla nascita del suo secondo figlio avuto dal suo secondo matrimonio con Enrico II d’Inghilterra. La figura della regina ribelle – ribelle perché non accetta il suo destino, ma combatte con ogni arma per difendere se stessa, il suo regno e la discendenza – emerge come un gigante nella narrazione. Alienor è forte, piena di spirito, sa controllarsi e guarda con occhi indagatori il reale, sa tacere quando serve, dissimulare, fingere, ma sa anche essere mordace e sa imporre la sua volontà. Accetta ciò che le viene imposto, quando sa che ciò a cui ha detto sì va al di là del suo desiderio individuale e si inserisce nel futuro, entra nella storia. Accanto a lei tutto diviene scialbo o patetico. Tutti gli uomini e le donne sembrano agnelli belanti al suo cospetto e l’unico modo per imporsi a lei è con la violenza. Una donna forte che supera la seconda Crociata, sfugge a più rapimenti e cambia il destino della sua vita, proteggendo non solo il suo futuro e del suo regno, ma anche quello della sua progenie: lei sarà la madre di Giovanni Cuor di Leone. Anche San Bernardo da Serravalle sembra un pusillanime davanti a lei, con le sue chiusure mentali e la sua cecità. L’unico uomo che sembra poterle tenere testa è Enrico d’Angiò, futuro re d’Inghilterra e suo secondo marito, l’uomo che le insegna l’amore, ma che la considera anche capace di consigliarlo e di condividere il suo sogno reale. La scrittura della Chadwick non ha grandi slanci e qualche volta cade in ripetizioni che potrebbero essere eliminate. Il ritmo di lettura è serrato e sicuramente è un ottimo romanzo per chi ama il genere e per chi vuole conoscere la vita della regina Eleonora d’Aquitania, la più discussa regina del XII secolo.