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La rocca del Paradiso

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Castelfranco Veneto, anni Trenta del Novecento. Tina è una bimba vivace che ama la sua piccola città e, soprattutto, ama i giochi, le scorribande all’aperto tra boschi e ruscelli e le corse a perdifiato ovunque si può. La campagna coltivata a frumento e granturco offre a Tina e al suo fratellino Piero scenari immensi per avventure senza sosta e senza freni, che spesso si concludono con una severa punizione da parte della mamma. La più dura di tutte consiste nell’andare a letto senza cena. Una pena, questa, che, però, il più delle volte rimane del tutto aleatoria. Infatti molto spesso, racconta con un sorriso Tina, la nonna di nascosto avvolge “in uno dei suoi grossi strofinacci a quadri bianchi e rossi pezzi di formaggio e fette di polenta”. Annoda poi le cocche dello strofinaccio e lancia l’involto su in alto, sopra il balcone della cameretta di Tina e Sergio, offrendo loro un’avventurosa e saporita cena clandestina. Condividono i giochi dei due bambini il cagnolino Fritz, vivace e affettuoso, e Checco, un capretto bianco a chiazze marroni ricevuto in dono per la Pasqua dal papà. Nelle intenzioni del donatore Checco sarebbe dovuto finire arrosto, ma questa orribile fine gli è stata generosamente risparmiata e ora il capretto trascorre le sue notti al sicuro, nella stessa camera dei due bambini seriamente impegnati a proteggerlo…

La rocca del paradiso, scritto in prima persona da Tina Anselmi e già uscito nel 1985 per la SEI (Società Editrice Internazionale), narra con semplicità ed efficacia le origini del pensiero e della passione politica e sociale della prima donna che sarebbe divenuta titolare del Ministero del Lavoro della Repubblica e che avrebbe istituito il Servizio Sanitario Nazionale nel nostro Paese. Entrata a diciassette anni nella Resistenza come staffetta partigiana, Tina sostenne con decisione le operaie tessili della sua città e, candidatasi a seguito del successo conseguito in quell’occasione nelle file della Democrazia Cristiana, proseguì il suo impegno politico fino al 1985, anno in cui terminò il suo incarico di presidenza della Commissione di inchiesta sulla loggia massonica P2 di Licio Gelli. In seguito il suo stesso partito decise di non candidarla più. Tina Anselmi, che qui incontriamo nelle vesti di bambina spensierata, impulsiva, curiosa e molto vivace, scrisse, sempre con stile semplice, scorrevole e appassionato e sempre rivolgendosi ai ragazzi, anche della sua esperienza nella Resistenza (La Gabriella in bicicletta. La mia Resistenza spiegata ai ragazzi, 2019). Le illustrazioni di Florinda Aratari accompagnano con delicatezza e discrezione il testo, realizzando un efficace commento per immagini.