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La scacchiera

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Boyd Hakluyt, esperto nella gestione dei flussi di traffico, riceve l’incarico di risolvere alcuni problemi di viabilità nella Ciudad de Vados, capitale dello Stato di Aguazul, nell’America Latina. Fondata anni prima dal Presidente Vados, la città rappresenta un modello ideale di sviluppo urbano ma con il passare del tempo anche la sua struttura perfettamente razionale ha fatto emergere alcuni punti critici. Per Hakluyt, uno dei massimi esperti mondiali nel campo, si tratta di un incarico prestigioso, il coronamento di una intera carriera. Arrivato in città, Hakluyt non tarda però a rendersi conto che il problema è molto più complicato di quanto possa sembrare a prima vista. Al di là degli aspetti legati alla semplice viabilità, quella che sta prendendo piede a Vados è in effetti una contrapposizione molto profonda, una lotta tra opposte fazioni che rischia di sfociare in una vera e propria guerra. La ricchezza della città ha attirato nel corso degli anni fiumane di poveri contadini indigeni, che si sono insediati all’interno di squallide favelas celate per lo più allo sguardo dei cittadini. La contesa tra i cittadini di Vados e gli indigeni si rispecchia nella contrapposizione tra il Partito Civico e il Partito Nazionale e nel contrasto degli organi di stampa, tra il filogovernativo “Liberdad” e la testata indipendente “Tiempo”. Lo stesso governo non è immune da queste spaccature: il potere del Presidente Vados non è indiscusso, ma deve tener conto dell’opposizione interna rappresentata dal potente ministro degli Interni Diaz, sostenitore della causa degli indigeni. Tutto sembra disporsi come in una sorta di partita a scacchi, che forse non a caso sono lo sport nazionale a Vados...

Gli scacchi hanno sempre avuto un ruolo di riguardo all’interno della narrativa e del cinema di fantascienza, a partire dai racconti di Fritz Leiber come I sogni di Albert Moreland (1947) o Incubo a 64 caselle (1960), per arrivare a La variante dell’Unicorno di Roger Zelazny, vincitore del Premio Hugo per il miglior racconto nel 1982, senza trascurare la famosa partita tra l’astronauta Poole e il computer Hal 9000 in 2001: Odissea nello spazio o gli scacchi olografici cari a Chewbecca in Guerre Stellari. In questo La scacchiera John Brunner, scrittore inglese con una particolare predilezione per gli aspetti di critica sociale, ci offre un vero e proprio classico del genere, adottando una struttura tanto ardita quanto innovativa. L’intero romanzo può essere infatti considerato come la trasposizione di una vera partita a scacchi, quella giocata tra Steitniz e Čigorin nel 1892 a L’Avana e valida per il titolo di campione del mondo. Brunner ha assegnato a ciascuno dei suoi personaggi, nella contesa tra le due opposte fazioni di cittadini e indigeni, il ruolo di un pezzo preciso all’interno del gioco. Come precisato dall’autore stesso nella Nota in calce al romanzo, la trama si sviluppa in modo tale che “le mosse ci sono tutte, nell’ordine esatto, e, per quanto è possibile, in esatta corrispondenza con il loro effetto sulla partita originale. Vale a dire, difesa di un pezzo da parte di un altro dello stesso colore, minaccia di uno o più pezzi da parte di un pezzo dell’altro colore, minacce indirette e materiale eliminazione di pezzi, tutto è rappresentato nel modo più aderente possibile”. Come se questo non bastasse, uno dei temi espliciti del romanzo è proprio il modo con cui la politica possa usare i mezzi di comunicazione e le tecniche di persuasione per far muovere a proprio piacimento gli uomini, come se fossero poco più che pedine su una scacchiera. E non sorprende allora che gli scacchi siano una presenza ricorrente nel libro, non solo in quanto sport nazionale in quel di Vados, ma proprio come centro tematico fondamentale. Certo la necessità di ripercorrere nel modo più fedele possibile le varie mosse del match tra Čigorin e Steitniz costringe a volte Brunner a introdurre delle forzature nello sviluppo della trama, ma alla fine della lettura non si può non rimanere ammirati davanti a una prova tanto coraggiosa e tanto riuscita.