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La scelta

La scelta

Stoccolma, lunedì 28 marzo 2016 - Mina Kovač approfitta che il piccolo Lukas sta dormendo per pulire a fondo tutta la casa, anche per non dare al marito Andreis il motivo per picchiarla, come ormai sta facendo sempre più spesso. Suonano alla porta e c’è suo padre che la invita nuovamente a tornare a casa con il piccolo, mollando il marito violento, ma lei non ne vuole sapere e, anzi, mette suo padre alla porta perché Andreis potrebbe arrivare da un momento all’altro. Lukas si sveglia, Mina gli dà il biberon e inavvertitamente dimentica, per accorrere dal figlio, l’aspirapolvere in cucina. Si allarma, vorrebbe trovare una soluzione, ma... si ritrova in ospedale con lividi e ferite. Nora Linde della sezione della procura per reati economici e finanziari sta indagando su Andreis Kovač: spaccio di stupefacenti, evasione fiscale aggravata, quasi un caso alla Al Capone, perché nonostante tutto non riescono ad avere prove a sufficienza per sbatterlo in galera. Quest’ultima notizia della moglie pestata e finita in ospedale potrebbe essere l’occasione, ma a quanto pare lei non vuole proprio denunciarlo e continua a dire di essere inciampata sull’aspirapolvere. Andreis è stato comunque arrestato, ma senza una denuncia sarà presto fuori: i referti medici servono a poco in assenza di una testimonianza della vittima. Nora decide di andare a parlare con Mina. Nel frattempo, scavalcando tutti i canali ufficiali della polizia, contatta il suo amico Thomas Andreasson...

Gli eventi sono talmente incalzanti che il libro della Sten finisce per avere la priorità su tutto. Una volta che ci si ritrova dentro, parteggiando per i personaggi, vittime, PM o poliziotti, si va avanti a oltranza, perché quello che succede è davvero intrigante. Un nuovo caso che vede insieme Nora Linde e Thomas Andreasson, personaggi che popolano i libri della Sten da tempo. In questo romanzo tutto ruota intorno a una vicenda di violenza domestica che rammenta ai protagonisti anche altre storie, altre violenze, altri femminicidi a cui nemmeno la supercivilizzata Svezia sembra poter fare a meno. In parallelo, ma non certo a giustificazione, una storia serba della guerra fratricida dei primi Anni Novanta e due ragazzini che crescono in un ambiente poco sano, uno dei quali assistendo anche all’omicidio del proprio padre, spesso ubriaco e che usa violenza sulla madre, ma senza colpa quando viene freddato al confine, mentre tutta la famiglia è in fuga dalla barbarie che sta avvenendo nel loro Paese. Una storia che non perde mai di ritmo, che non dà attimi di tregua al lettore, in una continua escalation di pericoli e criminalità. E questo vale anche per la storia che corre in parallelo sulle vicende della famiglia di Andreis in fuga dal proprio Paese. D’altronde è anche vero che Viveca Sten non ha bisogno di troppe parole: è ormai da parecchio tempo una scrittrice di prim’ordine per le sue storie sempre piene di suspence e sorprese. E poi ancora una volta, sullo sfondo, Nora Linde e Thomas Andreasson, amici per la pelle, ma anche squadra vincente nelle indagini quando lavorano insieme!