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La scelta di Catia

La scelta di Catia

10 giugno 2013, un giorno che il tenente di vascello Catia Pellegrino non dimenticherà mai. Dopo essersi distinta nelle operazioni Emergenza Libia e Ocean Shield è giunta per lei la nomina a comandante del pattugliatore Libra, prima donna a ricoprire questo incarico. Catia è incredula ed emozionata, ma allo stesso tempo pronta ad assumersi questo onore e onere. Nonostante la giovane età ha accumulato una notevole esperienza sul campo, contrastando la pirateria e spendendosi in missioni delicate di pattugliamento delle coste. Ora però la situazione è diversa; sarà lei a dover decidere cosa fare e cosa non fare, e avrà pochissimo tempo a disposizione per prendere delle decisioni cruciali. Il comandante Pellegrino sa che nel Mediterraneo e nel Canale di Sicilia la situazione è a dir poco incandescente, con continui tentativi di sbarchi di disperati che su barconi di fortuna affrontano la morte pur di fuggire dalla guerra e dalle sue miserie. Il compito di Catia sarà più arduo del previsto…

Elemento di punta della discussa operazione Mare Nostrum, Catia Pellegrino è una di quelle donne che contribuiscono a dar lustro all’Italia, al pari dell’altrettanto giovane e famosa Samantha Cristoforetti, ormai universalmente nota come @AstroSamantha. Da questo diario di bordo, da cui è stata tratta una docufiction, traspare la passione di una donna che ama profondamente il proprio lavoro e che non si scoraggia di fronte alle tante difficoltà e responsabilità che un posto di prestigio come il suo comporta. Catia però non appare come una di quelle macchine da guerra che popolano memoir americani di recente uscita, non è un Soldato Jane ma semplicemente una donna ferma e risoluta che non rinuncia né alla propria femminilità né alla propria umanità per perorare la causa che ha sposato. Le pagine di questo diario, schiette e prive di orpelli narrativi, colpiscono per accuratezza nel descrivere la vita di bordo e aprono una finestra sulla situazione dei migranti nel Mediterraneo, problema che appare sempre più grave e di difficile risoluzione nonostante l’impegno costante della Marina Militare per evitare il peggio.