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La scomparsa di Ettore Majorana

La scomparsa di Ettore Majorana
Nel 1938, alle soglie del secondo conflitto mondiale, scompare misteriosamente Ettore Majorana, brillante professore di Fisica teorica all’Università di Napoli e promettente figura nel panorama scientifico dell’epoca. Ettore nasce a Catania da una ricca famiglia siciliana e sin da bambino mostra straordinarie doti di calcolo, che fanno presagire le sue dirompenti potenzialità. La famiglia si trasferisce a Roma anche per garantire al geniale quinto figlio un’istruzione adeguata. Studia prima dai Gesuiti e poi al prestigioso Liceo Classico Tasso della Capitale. Si iscrive inizialmente alla Facoltà di Ingegneria ma, anche grazie all’attività di reclutamento operata dal professore e politico Mario Orso Corbino, per rilanciare la fisica in Italia, Ettore si trasferisce a Fisica, dove si laurea brillantemente. Inizia così a frequentare quel gruppo di scienziati che saranno riconosciuti come “i ragazzi di via Panisperna”, sotto l’autorevole guida di Enrico Fermi. Ettore è un tipo schivo, taciturno e dal carattere spigoloso. È consapevole di possedere “mezzi” straordinari, che lo pongono sempre un gradino sopra gli altri, talvolta in contrasto anche con lo stesso Fermi, che riconosce il genio del collega siciliano, il quale peraltro, a differenza di altri, non mostra nessun timore reverenziale per il maestro e futuro premio Nobel per la Fisica Enrico Fermi. Di quest’ultimo si dice che, trasferitosi negli USA per completare gli studi sull’atomica con il gruppo del progetto Manhattan, più e più volte abbia invocato la presenza dell’amico Ettore: “qui ci vorrebbe Majorana” diceva Fermi, quando la questione da risolvere era particolarmente spinosa e complessa. Il saggio ricostruisce la vita del Fisico catanese, cercando di far luce sui due giorni e i due eventi correlati che precedettero la sua misteriosa scomparsa, e che pertanto appaiono decisivi nel tentativo di sbrogliare l’oscura matassa. Due giorni prima della sparizione, Majorana si imbarca su una nave diretta a Palermo, lasciando due missive che fanno presagire un suicidio: una lettera è per la sua famiglia (“… ricordatemi, se potete, nei vostri cuori e perdonatemi”), l’altra per il suo capo dipartimento (“Ho preso una decisione che era ormai inevitabile… la mia improvvisa scomparsa”). Il giorno dopo, il geniale Ettore da Palermo rientra a Napoli e scrive di nuovo al suo capo, gli invia un telegramma ed una lettera, da cui traspare l’idea che,  rispetto al giorno prima, sia radicalmente mutato lo scenario di riferimento; è in tale contesto che scrive l’enigmatica e ormai celebre frase “il mare mi ha rifiutato”. Quale mistero si cela in quel viaggio in Sicilia? Cosa è successo sulla nave che lo ha condotto a Palermo? E la notte successiva, ha navigato davvero verso Napoli? Cosa è avvenuto? Chi ha incontrato? Quali verità sono state custodite dalla cabina della nave in cui, quell’ultima notte, Ettore avrebbe dormito con altri tre uomini? La storia è densa di misteri e si scorgono all’orizzonte ipotesi di intrighi internazionali...
Il fiorentino Piero Batignani, esperto di storia dell’industria cinematografica e di economia del turismo, analizza con attenzione documentale tutte le possibili alternative della vicenda che ha inquietato gli italiani per molti anni, di cui si è interessato, benché invano, anche Benito Mussolini e a cui Leonardo Sciascia ha dato definitiva notorietà, dedicando alla scomparsa un celeberrimo libro. Le diverse ipotesi sono esaminate nel saggio con rigore, ma anche con la neutralità necessaria a lasciare il lettore libero di costruirsi una sua propria idea. Scorrendo le pagine, la suspense è in crescendo, mentre sprazzi di luce si insinuano tra gli strati di fitte nuvole di un intrigo apparentemente inestricabile. “C’è qualcuno che sa”, recita il sottotitolo del libro di Batignani, e allora, che fine ha fatto Ettore Majorana? Si è trattato di un suicidio o di una fuga in Argentina? È stato un rapimento orchestrato dai Sovietici o sono stati i servizi segreti statunitensi? Si è ritirato in convento o si è accordato con i nazisti? Non ci resta che sperare, sposando la tesi di Sciascia, che la straordinaria figura di Ettore Majorana abbia scelto deliberatamente di scomparire, per attuare una sorta di obiezione di coscienza. Non ha voluto mettere a disposizione di menti malvagie le sue profetiche intuizioni e in questo modo impedire, o almeno ritardare, la messa appunto del primo ordigno atomico.