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La scuola

La scuola
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Quando Maria Montanelli varò il metodo educativo per aiutare i bambini poveri dei quartieri disagiati di Napoli, non avrebbe mai potuto prevedere che ad Amsterdam sarebbe sorto una scuola, il Liceo Montanelli, che avrebbe utilizzato il suo nome per fregiarsi di un prestigio e di un’inclusività in realtà inesistenti. Gli studenti del Liceo sono tutti figli di artisti e intellettuali, che si atteggiano a intenditori della vita e dell’arte; i professori sono incompetenti e mancano di qualsiasi autorità. Un giorno, viene presentato alla classe il nuovo alunno: è Jan Wildschut, un ragazzo ritardato che indossa sempre sciarpa e muffole, con la faccia gonfia e del colore della carta da imballaggi. Durante la ricreazione mastica sempre i suoi panini, sbriciolandosi e sbavandosi addosso. I professori, di solito severi e irremovibili, lo trattano diversamente dagli altri. Ma in realtà Jan Wildschut non è stupido. Reagisce alle domande con la faccia stremata, risponde facendo la vocina tormentata, si mette a piagnucolare per ogni cosa ma, quando un professore gira le spalle, tira calci negli stinchi e distribuisce pizzicotti dolorosi. Jan si è accorto che può sempre farla franca e approfitta della situazione. Ma, forse, le ragioni del suo comportamento sono ben più complesse: Jan vuole essere preso di mira dai compagni e li stuzzica per rimanere sotto l’ala protettiva degli insegnanti. Tuttavia, nessuno può immaginare che Jan troverà la morte proprio durante una gita scolastica…

La scuola è il romanzo d’esordio di Herman Koch, pubblicato nel 1989 col titolo ben più significativo di Salvaci, Maria Montanelli, e giunge in Italia solo oggi grazie al successo delle opere più recenti dello scrittore e attore olandese. Il quartiere di Amsterdam in cui sorge il Liceo Montanelli è un ricettacolo di snobismo e sovvertimento della morale comune. Le persone che lo popolano sono ingessate e incapaci di evolversi: i ricchi, gli artisti e gli intellettuali vivono in una bolla, isolati dal resto del mondo e fedeli a uno stile di vita che snatura qualsiasi stimolo che arriva dall’esterno. Non è un caso che Koch abbia posto al centro di questa “distorsione della realtà” il sistema scolastico, quell’istituzione che in una società dovrebbe preparare il giovane a diventare membro consapevole di una comunità più ampia. Maria Montanelli è chiaramente Maria Montessori, la pedagogista celebre in tutto il mondo per la sua Educazione cosmica, un metodo didattico che lega indissolubilmente esperienza personale ed esperienza universale. Il Liceo Montanelli è un ingranaggio che dissolve in maniera sistematica il legame tra l’individuo e il cosmo, e Koch lo descrive con una lingua mordace e ironica: fustiga il malcostume e i tic di insegnanti e genitori, i guardiani di un microcosmo viziato e perbenista; tratteggia i contorni di una gioventù bruciata e ignorante; delinea le caratteristiche di una comunità disinteressate alla sofferenza dei suoi membri, perché troppo presa ad ammirarsi allo specchio del proprio egocentrismo. Il Liceo Montanelli è la società dell’indifferenza, gli insegnanti sono i suoi custodi e gli studenti potremmo essere noi.