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La scuola di pizze in faccia del professor Calcare

La scuola di pizze in faccia del professor Calcare

Un fumettista “sotto i riflettori” come Michele Rech, alias Zerocalcare, vive circondato da gente che sente il bisogno irrefrenabile di dargli lezioni. Lui la chiama la Sacra Scuola dei Grilli Parlanti Pontificanti (SSGPP), al suo interno ci sono sostanzialmente due scuole di pensiero: quelli che lo accusano di giocare troppo e non avere a cuore l’impegno sociale e la coscienza civica e quelli viceversa che non sopportano la politica ed esigono da lui soltanto disimpegno e comicità. In uno scenario Zerocalcare è “un cojone che parla solo di cazzate ed è arrivato a trentacinqu’anni come un mezzo miracolato”, nell’altro è “una specie di prete laico che deve parlare per forza di qualsiasi sfiga succede nel mondo, tipo un service della disperazione e del disagio”. Se il pubblico deve per forza a quanto pare rinchiuderlo in una gabbia, lui si rifiuta di scegliere sia la gabbia con il cartello “Scemenze” sia quella con il cartello “Pipponi” e si è creato una situazione di compromesso, un corridoio comunicante tra queste due gabbie, per abitare un po’ una un po’ l’altra: “pure se ancora non ha capito come romperle, almeno se ne può cercare una dove riesce a stendere le gambe”… Per esempio raccontando di quella volta che il suo amico Cinghiale – noto erotomane – gli ha chiesto di vedersi “per parlare di una cosa”. La curiosità (e la preoccupazione) iniziale ha ben presto lasciato il passo a una terribile abitudine di Zerocalcare: origliare i discorsi dei tavoli accanto, fino a perdersi in quei discorsi invece di ascoltare quelli del proprio tavolo. Così quando Cinghiale ha finito di dirgli ‘sta famosa cosa, lui non ha ascoltato e non ha idea di cosa sia: se la cava congedandolo con un vaghissimo “Tanto poi ci riaggiorniamo” (traduzione: Non ti sono stato a sentire per un cazzo, quindi tra un mese mi dovrai ripetere le stesse cose pare pare come fosse la prima volta). Il problema è che stavolta Cinghiale non si è limitato come suo solito a raccontare una delle sue avventure sessuali, ma ha rivelato a Zerocalcare qualcosa di molto, molto spaventoso: sta per sposarsi…

L’ennesimo volumozzo (300 pagine scarse) di grande formato sfornato da Zerocalcare è una raccolta di storie tratte dal suo blog o pubblicate su varie testate: “Wired”, “Best Movie”, “Internazionale”, “l’Espresso”, con un filo conduttore – quello del titolo, che sostanzialmente (in romanesco “pizze” sta per “schiaffi”) allude alle lezioni imparate in prima linea, in strada, sacrificando qualcosa, mettendosi in gioco e non sparando giudizi da dietro lo schermo di un laptop o di uno smartphone senza rinunciare nemmeno a un centesimo del proprio quotidiano – garantito da una storia inedita che racconta anche e soprattutto lo scandalo scoppiato in seguito alla partecipazione (poi scongiurata) della casa editrice Altaforte al Salone del Libro di Torino 2019. L’antologia è grossomodo divisa in tre aree: la prima dedicata a storie più o meno della quotidianità (spesso assai divertenti, come nel caso diQuelli che si lasciano e si rimettono insieme seicento volte con la stessa persona, Il grande test sui social network o davvero struggenti e geniali come 7 contributi fondamentali dei cavalieri dello Zodiaco alo sviluppo delle nostre personalità), la seconda più virata sul politico in cui si parla di unioni civili, curdi, fascismo, occupazioni e infine la terza dedicata alle recensioni di film e serie tv (con relativi spassosi reportage dal Festival di Venezia).La prima tiratura del volume ha una cover variant ed è arricchita da otto pagine aggiuntive per celebrare il decennale di BAO Publishing.