Salta al contenuto principale

La settima luna

lasettimaluna

Albergo il Cedro, Garlasco, Pavia. Teresa Poletto non risponde al cellulare. Si aziona subito la segreteria telefonica. Zero post su Instagram o Facebook, nessun messaggio da WhatsApp. È come se si fosse disconnessa da ogni forma di social e questo non è affatto da lei. Sua sorella Alice continua a chiamarla, davanti all’ingresso dell’alberghetto di famiglia, mentre la madre, alla reception, è al telefono con Samuele, il ragazzo di Teresa, che le sta riferendo che l’ultima volta in cui ha sentito la ragazza è stato oltre cinquanta ore prima, quando Teresa si trovava esattamente dove avrebbe dovuto essere: a Milano, città in cui frequenta la Scuola di specializzazione in Endocrinologia alla Statale. Samuele ha contattato le due coinquiline di Teresa, che gli hanno confermato che la ragazza non è rientrata nell’appartamento che condivide con loro. Italo, il padre delle due sorelle, ha perlustrato in auto la zona intorno a Garlasco e Groppello Cairoli, dove i Poletto vivono, nella speranza di individuare l’auto della figlia. In passato è capitato che qualcuno finisse in uno dei fossi della zona o in qualche acquitrino. Ma Italo non ha visto alcunché. È stato fatto il giro degli ospedali e degli amici di Terry, ma niente. Il maresciallo dei carabinieri Pappalardo, cui la famiglia si è già rivolta, non ha dato loro molto credito: ha sottolineato che Teresa è adulta e vaccinata e potrebbe essersi allontanata di propria volontà. Oppure, ancora più semplicemente, il suo cellulare potrebbe essersi scaricato. Occorre attendere ancora qualche ora prima di dar seguito a una vera e propria denuncia di scomparsa… Hotel Minnie The Moocher 1930, Quartiere Castello, Cagliari. Il vicequestore Vito Strega si trova al banco del bar di uno degli hotel più prestigiosi della zona. Con lui ci sono Mara Rais, vestita come un’attrice degli anni Trenta, ed Eva Croce, fasciata in un raffinatissimo abito da sera. Le due ispettrici sono bellissime e raggianti: Strega ha appena comunicato loro la nascita della nuova unità investigativa sui crimini seriali, di cui i tre sono il cuore…

Piergiorgio Pulixi è stato in grado di ritagliarsi, in pochi anni, una posizione di prestigio nell’affollato panorama del crime italiano e il suo ultimo romanzo ne testimonia le ragioni. Intreccio perfetto, stile asciutto, colpi di scena ben dosati e profonde riflessioni calibrate al punto giusto sono alcuni tra gli elementi che fanno di questa vicenda un racconto da ricordare. Il nuovo caso che il vicequestore Vito Strega - insieme alle tostissime collaboratrici Eva Croce e Mara Rais - è chiamato a risolvere richiama molto da vicino quello di cui i tre si sono dovuti occupare anni prima in Sardegna e che si è impresso nella loro mente come una vera e propria ossessione. Nella zona paludosa del Parco del Ticino il ritrovamento del corpo di una ragazza - mani legate dietro la schiena e una maschera bovina sul volto - sconvolge l’ispettrice Clara Pontecorvo, una valchiria alta oltre un metro e novanta, determinata e grintosa, ma incapace di venire a capo della vicenda senza ricorrere all’aiuto della squadra capeggiata da Strega, appunto. Pare essere un emulatore quello a cui occorre dare la caccia, qualcuno che desidera essere al centro della scena e concentrare su di sé le attenzioni di chiunque. Qualcuno davvero pericoloso, quindi. Con la solita prosa precisa e ritmata Pulixi scandaglia l’animo umano, per rivelarne nefandezze e brutture, e invita il lettore - come d’abitudine - a scrivere nella propria mente quella parte di narrazione che l’autore non svela, perché fortemente convinto che sia suo compito preciso lasciare che chi legge la completi. Si tratta, quindi, di un vero e proprio lavoro a più mani, nel quale il processo creativo - fatto di immagini e sensazioni filtrate e tradotte - implica la partecipazione attiva tanto dell’autore quanto del lettore. Al di là della caccia al nuovo killer, avvincente come sempre, quel che emerge nel romanzo è inoltre l’intenzione di Pulixi da un lato di spaziare tra diversi generi letterari - senza limitarsi alla gestione di una storia esclusivamente noir - e dall’altro l’esigenza di raccontare il percorso che una città, nella quale si è perpetrato un delitto dalla vasta eco mediatica, affronta nel tentativo di tornare, lentamente e con estrema fatica, a una quotidiana e rassicurante normalità.