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La settima onda

La settima onda

Dopo due anni passati a scambiarsi e-mail con la compulsione comunicativa propria di chi non si è mai incontrato de visu ma è come si conoscesse da sempre, Emmi e Leo non si sono ancora toccati. Hanno passato oltre 700 giorni dicendosi quello che ad altri non avrebbero mai confessato, le cose più intime, i sentimenti più difficili da mettere a nudo e, proprio grazie al virtuale, sono riusciti a comprendersi reciprocamente come mai avrebbero potuto fare vedendosi ogni giorno al tavolino di un bar. Ve li ricorderete sicuramente, questi due maniaci del computer, dipendenti dalla tastiera come lo è un koala dall’eucalipto e ricorderete anche che il finale non prevedeva il fatidico rendez-vous (cosa che invece qui accade). Leo decideva infatti di troncare i contatti, logorato dall’estenuante ping-pong. Come li ritroviamo, dunque? Lei sempre sposata e madre di due figli e lui - psicolinguista generalmente sfortunato in amore - decisamente ringalluzzito dall’incontro con Pamela, una donna che sembra potergli assicurare quella stabilità che da tanto cerca. Emmi e Leo però si pensano ancora nonostante un silenzio durato quasi un anno ed è Emmi a riannodare le fila di tutto. Riprendere i contatti non è semplice, si avverte un impacco comprensibile sulle prime perché un conto è cominciare a scriversi per uno sbaglio del destino (come era accaduto a loro quando Emmi aveva spedito alcune mail per disdire l’abbonamento di una rivista ma aveva sbagliato destinatario e si era imbattuta in Leo, per l’appunto), un altro è riaprire un capitolo che si considerava chiuso…

A circa un anno di distanza da Le ho mai raccontato del vento del Nord, il fortunato romanzo di cui questo è il sequel, lo scambio epistolare è un espediente narrativo ancora verosimile e pregno di quel nervosismo emotivo che contraddistingue il botta e risposta internettiano, nonostante – in alcuni punti – si scada nella ripetizione dello stesso schema e i dialoghi sembrino un po’ forzati. La domanda fondamentale, però, resta questa: ci si può davvero innamorare sul web senza conoscere la fisionomia celata dietro le parole? Così sembrerebbe e così riportano moltissime testimonianze reali. E a che cosa si riferisce Emmi quando parla della settima onda? Lo spiega lei stessa per convincere Leo a lasciarsi andare all’istinto: “la settima onda è un’entità inflessibile. Prima di lei ce ne sono altre sei, prevedibili e armoniose che si condizionano a vicenda, sorgono una dopo l'altra, non fanno sorprese. Occhio però alla settima onda! È imprevedibile. Passa a lungo inosservata, partecipa all'assalto monotono, talvolta però fugge via, sempre e solo lei, perché è spensierata, ingenua, ribelle. Migliore o peggiore? Possono dirlo solo quanti, afferrati da lei, hanno avuto il coraggio di raccoglierne la sfida, di lasciarsi incantare dalla sua malia”. Vi starete domandando come andrà a finire. Svelarlo vorrebbe dire farvi un torto, sappiate solo che, ad un certo punto, detesterete le incertezze di entrambi e desidererete si mandino a quel paese. Scritti si son scritti, visti si sono visti, ora o si ribaltano le carte in tavola o ci si ritira ognuno nel proprio guscio reale. Dopo le 700 mila copie vendute in Germania di Le ho mai raccontato del vento del Nord, il tedesco Daniel Glattauer bissa il successo del suo esordio in Italia (seppur convincendo meno) dimostrandosi spiritoso e al passo con i tempi. La speranza di trovare l’amore viaggia anche sul web.