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La sfolgorante luce di due stelle rosse

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Il solstizio d’estate è un giorno di festa; c’è luce fino a tardi e la sera, per le strade di Leningrado, ci sono balletti e concerti notturni. Anche Viktor e Nadya, dopo una giornata al parco con gli amici dei Giovani Pionieri, partecipano a quella magica serata. Il giorno dopo vanno all’Ermitage con la madre. Il museo è enorme e loro ne visitano un pezzo per volta, avendo il privilegio di potervi entrare quando vogliono, dato che i loro genitori lavorano lì. Dopo la visita al Ragazzo accovacciato di Michelangelo, raggiungono gli altri dipendenti in ufficio, e il padre regala loro un bel quaderno rosso a spirale. Ma mentre Nadya comincia a scriverci sopra la giornata appena passata, d’un tratto alla radio la musica si interrompe. Quella mattina, all’alba le truppe tedesche hanno attaccato la Russia, contravvenendo al patto di non aggressione. Da quel giorno, l’intera nazione è in guerra. All’Ermitage bisogna mettere in salvo le opere d’arte; nella città c’è da costruire barricate e scavare trincee. Ognuno deve fare il proprio dovere per il bene della patria. Nadya e Viktor devono salire su uno dei treni organizzati per mettere in salvo i bambini e spedirli sui monti Urali, al sicuro come i tesori dell’Ermitage. Sapendoli lontani dal fronte e insieme, i loro genitori resisteranno più sereni. Peccato che nulla andrà come previsto: i fratelli saranno imbarcati su treni diversi e, anziché starsene al sicuro, per ritrovarsi, dovranno scoprire e affrontare le atrocità della guerra…

La sfolgorante luce di due stelle rosse inizia nel giorno dell’operazione Barbarossa, l’invasione a sorpresa dell'Unione Sovietica da parte dei nazisti, e ci racconta l’assedio di Leningrado, uno dei capitoli più duri della lunga resistenza sovietica all’esercito tedesco. La città, circondata dal nemico, rimase isolata per quasi novecento giorni, fino a quando, grazie alle rigidissime temperature, fu possibile inviare a Leningrado aiuti e cibo passando per l’unica via non controllata dai tedeschi: la “Strada della vita”, il fiume Neva ghiacciato. Nel romanzo “quasi-storico” di Morosinotto viene raccontata una storia alternativa, ma non impossibile, in cui sarebbe stato grazie ai due fratelli gemelli che alti funzionari del Partito e dell’NKDV colpevoli di corruzione e tradimento furono consegnati alla giustizia e che fu sperimentata per la prima volta la possibilità di usare il Neva come via. Ci troviamo di fronte al secondo libro della trilogia dei fiumi di Morosinotto, dopo Il rinomato catalogo Walker Dawn. Il ruolo del Neva è infatti centrale nella storia dei due fratelli, come lo fu in quella con la S maiuscola. Altro aspetto particolare, che caratterizza i libri della suddetta trilogia, è la grafica. Questa volta, nel libro si alternano pagine scritte in rosso e pagine in blu, a distinguere il diario di Nadya da quello di Viktor. A collegarle, parti del rapporto del Colonnello Smirnov, che ha il compito di leggere i quaderni dei due giovani per decidere la loro colpevolezza o innocenza in merito alle vicende lì raccontate.