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La signora Morgenstern e il male

La signora Morgenstern e il male

Già all’età di tre anni Kai Koch gode nel far impazzire chi gli è vicino e nel causare deliberatamente la rovina dei propri simili. Si diverte a sporcare il pavimento accanto al suo vasino blu notte con le deiezioni e a osservare sua madre china a pulire quelle schifezze. Si incolla indice e medio della mano a un cassetto del canterano, incolpa il fratello maggiore e assiste con gioia alle sfuriate dei genitori che sgridano e puniscono Samuel vietandogli di uscire di casa per una settimana. Man mano che cresce, Kai Koch diventa ancora più perfido. A fare le spese della sua crudeltà sono i genitori, il fratello, i compagni di classe e gli animali del vicinato. Subdolo e senza scrupoli, dopo la laurea comincia a lavorare in pubblicità, un settore in cui inganno e menzogna vengono coltivati con profitto. A quarantacinque anni possiede il quaranta per cento delle azioni dell’agenzia in cui lavora, è multimilionario, proprietario di una villa bellissima, marito di una ex modella, padre di due gemelli e più stronzo che mai. Beccato a bordo della sua Audi R8 Spider con due calici di champagne e tre gin tonic nel sangue, il tribunale gli ha appioppato una multa e, peggio, gli ha ritirato la patente per tre mesi, obbligandolo a recarsi al lavoro in treno. E Kai Koch detesta il treno: vagoni sporchi, sedili macchiati, ritardi, controllori incapaci e, soprattutto, passeggeri brutti, puzzolenti, mal vestiti e decerebrati. Non sopporta più il fatto di essere circondato da tale feccia umana, pensa mentre si avvicina al binario sul quale arriverà il treno che lo condurrà al lavoro. Per fortuna tra ventotto giorni gli restituiranno la patente e il supplizio finirà. Il treno entra in stazione e, mentre la locomotiva sfila lungo la panchina, Kai Koch riceve uno spintone, rapido ma violento. Sente le urla dei passeggeri sulla banchina, lo stridio della frenata di emergenza e uno scricchiolio che gli ricorda il rumore di un tubo di vetri che va in frantumi. Poi più nulla: Kai Koch, lo stronzo, muore sul colpo. Dietro di lui, una donna anziana con la schiena curva e un foulard a quadri rossi e blu sulla testa si allontana discreta e sparisce tra la folla. Nessuno l’ha notata. O forse sì...

Approda per la prima volta in Italia il giornalista e scrittore Marcel Huwyler, originario della Svizzera centrale. L’autore nel suo paese d’origine ha già pubblicato quattro romanzi che vedono come protagonista l’eccentrica signora Morgenstern, di cui il lettore italiano può fare la conoscenza grazie alla storia contenuta in questo romanzo, il primo della serie. Violetta Morgenstern è un’ex insegnante quasi sessantenne piuttosto ben tenuta, inconsueta e dotata di un profondissimo senso di giustizia secondo il quale, poiché non sempre la legge è giusta, si sente autorizzata ad agire in prima persona. Ecco perché, dopo aver assistito per caso alle spregevoli conversazioni di un uomo ed aver realizzato che si tratta di una persona cattiva e meschina, Violetta vuole punirlo come si deve. Si rende irriconoscibile grazie a un travestimento e, quando ritiene sia arrivato il momento giusto, si muove rapida e si fa giustizia da sé. L’omicidio che commette è un fatto grave, che potrebbe condannarla a subire una pena severa. Ma la vita ha ben altro in serbo per la singolare ex insegnante, che si vedrà in qualche modo costretta ad accettare una misteriosa offerta di collaborazione da parte di una speciale unità dei servizi segreti svizzeri. Ecco allora che la giustizia fai da te della signora Morgenstern diventa arma potente da mettere a servizio della sicurezza di un’intera nazione e la mente brillante della donna è chiamata a scovare in fretta la strada migliore per liberare l’umanità da un pericoloso criminale che pare divertirsi a seminare terrore e morte. Un giallo molto ben congegnato; una narrazione in cui i colpi di scena sono collocati in modo tale da mantenere l’interesse del lettore costantemente vivo; una prosa scorrevole – ottimo il lavoro di traduzione in italiano – che diverte, intriga e appassiona. Una lettura decisamente consigliata, nell’attesa che anche le successive storie che vedono come protagonista la singolare “agente segreta suo malgrado” trovino presto casa sugli scaffali delle librerie italiane.