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La signora va nel Bronx

La signora va nel Bronx

Una pessima fama accompagna da tempo il Bronx. Prima quartiere ordinato, pulito, borghese. Abitato da gente agiata e vivacizzato dalla presenza di tante attività commerciali. Poi è arrivato il degrado: la fuga dei vecchi abitanti; l’arrivo di soggetti emarginati, o comunque appartenenti agli strati sociali più bassi. Questa metamorfosi attira l’attenzione di una etnografa, Maria, che ha trascorso una vita appagante nella tranquilla famiglia che ha costruito. Ma quando i suoi figli diventano adulti, il rovello si ripresenta e decide di scandagliare la vita pulsante del Bronx. A nulla valgono i consigli degli amici, che condividono la diffidenza nei confronti del luogo, ormai considerato ricettacolo di tutte le nefandezze. Maria insiste e, con caparbietà, imbocca la giusta pista. Quella che portata alla Banana Kelly Community. Un comitato istituito nel cuore meridionale del Bronx e diventato punto di riferimento per gli abitanti del quartiere che non si rassegnano al degrado. Ed è così che Maria può ripercorrere la storia recente del Bronx e scoprirvi con sorpresa elementi ignoti ai più...

L’intreccio dell’opera di Marianella Sclavi, già docente universitaria e autrice di importanti saggi etnografici, è basato sulla miscela di diverse componenti. Come è tipico di quella forma ibrida che è il romanzo. Il lettore si imbatterà perciò in digressioni storiche, lacerti saggistici e stralci narrativi. Il tutto confluisce in un prodotto che, proprio per la sua natura plurale, si presta ad una lettura a più livelli. Lo sfondo scelto è quello di un quartiere metropolitano sconciato dalle dinamiche demografiche tumultuose. Sottoposto a mutazioni continue, sotto la pressione delle ondate migratorie che si susseguono in modo convulso. Si tratta di un’area che calamita etnie e culture diverse, e che, agli occhi della protagonista, incarna in maniera esemplare la multiformità dello spazio urbano contemporaneo. Qui staziona un’umanità lacerata da mille conflitti e alle prese con tanti problemi che l’autrice espone in modo lucido, non pedantesco, proprio in virtù della scelta dell’opzione narrativa.