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La società dei draghi del tè

La società dei draghi del tè

È una calda primavera, Greta si impegna più che può per imparare alla perfezione il mestiere di sua madre: forgiare spade. Poco importa che nessuno usi più le spade per combattere, restano comunque oggetti pregiati amati da molti, e lei e sua madre, poiché entrambe possiedono sangue di goblin, sono portate per questo mestiere. Mentre torna a casa con la spesa, incontra due cani affamati che cercano di sbranare un piccolo drago. Greta offre agli animali la carne acquistata e porta il draghetto con sé, per curarlo. Il padre le rivela a chi può appartenere, così la ragazzina si dirige nella sala da tè di Hesekiel che è ben felice di riavere il piccolo Gelsomino, scappato dalla casa a suo rischio e pericolo. La ragazzina nota le foglie sulle corna del draghetto e apprende che si tratta di una qualità di tè pregiatissimo, ambito dai ladri e che va colto poco per volta. Possedere un drago del tè è molto allettante. Hesekiel colpito dal suo entusiasmo le propone di apprendere l’arte della cura di questi delicatissimi draghi. Per Greta è un’opportunità da non perdere, grazie alla quale conosce anche la timida Minette, giunta al villaggio da un paio di mesi. Superato l’ostacolo della timidezza, Minette le confessa di avere abbandonato la scuola per diventare un oracolo e avere perso molti dei suoi ricordi. Si è rifugiata presso Hesekiel e si prende cura del draghetto Camomilla e non si allontana mai per timore di perdere la strada. A dare indicazioni su come strigliare i draghi, nutrirli e averne riguardo è il simpatico Erik, che spiega a Greta come sia impegnativo occuparsi dei draghi, produrre il tè e proteggerli e per questo è molto difficile trovare allievi motivati e c’è il rischio che il sapere di Hesekiel vada perduto…

Greta aspira a diventare un’abile maestra di forgia, ma questo non le basta, la sua spigliatezza e la sua curiosità la spingono a cercare nuove sfide e interessi. È la piccola testimone di un mondo che cambia, un mondo che fatica a custodire le tradizioni e il sapere antico, un mondo in cui si è perso il senso della lentezza e della pazienza. Una metafora dei nostri tempi. Le tavole di questo bel volume sono colorate e ricche di dettagli. I toni caldi della terra e dei boschi si alternano nelle vignette a quelli pastello dei draghi e dei lunghi capelli rosa di Minette. Fiori e natura occhieggiano in ogni pagina. Per completare la storia della Società dei draghi del tè l’autrice ha scritto delle schede dettagliate sulla storia dei draghi e le loro caratteristiche peculiari, che si trovano alla fine del fumetto. Un libro che ha raccolto consensi positivi ed è valso alla neozelandese illustratrice Katie O’Neill l’Eisner Award, il prestigioso premio statunitense dedicato ai fumetti, che rende omaggio a Will Eisner. La O’Neill è stata premiata nel 2018 sia per la categoria ragazzi dai 9 ai 12 anni, sia come migliore album digitale. Nello stesso anno ha vinto anche il Premio Harvey per la categoria ragazzi e young adults, e il Premio Dwayne McDuffie dedicato a chi racconta nei fumetti storie legate ai temi della diversità e dell’inclusione. Katie O’Neill ha dichiarato di essere affascinata dalla natura e dall’universo giovanile, dal loro modo di reagire e interagire col mondo che li circonda. Appassionata di animali, di tè e degli aspetti più magici e fiabeschi del quotidiano, ha riversato in questo tenero fumetto la sua sensibilità.