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La solitudine del predatore

La solitudine del predatore

La cerimonia per festeggiare la destinazione dell’area palustre a uso pubblico è in corso. Mentre nel cielo azzurro si stanno ammassando nuvole nere foriere di un temporale in arrivo, sul palco Mike Stevens, consigliere comunale di Boston, tiene un discorso a cui assistono gioiosi gli appassionati degli spazi aperti e della vita rurale. In un angolo, una reporter televisiva con indosso un tailleur bianco sta indicando al proprio cameraman di riprendere qualche frase particolarmente pregnante del discorso. Alex Carter assiste alla cerimonia felice, ma anche un po’ nervosa. Tra poco la giornalista la raggiungerà per un’intervista: è in parte suo il merito di aver contribuito a salvare quell’angolo di paradiso da una cementificazione sciagurata. L’anno precedente Alex è stata contattata da Christine Mendoza, la fondatrice di Save Our Wetlands Now, per chiederle di effettuare gratuitamente una valutazione di impatto ambientale relativa alla zona, su cui una società immobiliare intendeva costruire spazi commerciali e condomini di lusso. Dopo aver preparato il rapporto, la comunità ambientalista ha mostrato il proprio disappunto e ha inviato petizioni alle autorità competenti. E alla fine quell’area è stata dichiarata spazio protetto. Ora numerosi uccelli migratori potranno utilizzare questo angolo di natura come area di sosta, dopo aver volato per centinaia di chilometri. Ecco, il momento dell’intervista è arrivato. La reporter, Michelle Kramer, comincia a sottoporre ad Alex le sue domande: cerca di essere simpatica, intervenendo con battute che in realtà non sono molto spiritose, pensa Alex, che tuttavia risponde mostrando tutta la passione che ha messo in questo progetto. All’improvviso uno strano brusio si diffonde tra la folla e tutti si voltano nella direzione opposta rispetto al palco, poi cominciano a indietreggiare. Un uomo avanza, spinge via con un braccio due persone sbalordite e con l’altra mano brandisce una pistola che tiene puntata verso Alex. La donna, impietrita, lo riconosce subito: si tratta del titolare dell’impresa edilizia che si era giudicata la gara d’appalto per la costruzione dei condomini...

Uscita da poco tempo in Italia ma pubblicata negli Stati Uniti nel 2020, la prima avventura che vede come protagonista Alex Carter è già stata oggetto di due sequel, usciti in madrepatria ma non ancora tradotti in italiano. Alex, frutto della penna e della fantasia dell’autrice statunitense Alice Henderson, è una biologa della fauna selvatica la cui esistenza – la passione per l’ambiente e una relazione non proprio idilliaca con Brad – viene sconvolta quando, durante una celebrazione, un uomo irrompe e fa fuoco sulla folla, fino a quando viene fermato e ucciso da una figura misteriosa che uccide il folle e si rifugia tra i boschi. A seguito del trauma riportato, Alex avverte l’esigenza di cambiare aria e accetta una nuova proposta di lavoro, che la conduce in un grande parco naturale del Montana. Anche in questo contesto, tuttavia, accadono cose strane e il fiuto da detective di Alex – finora del tutto ignoto anche a lei stessa – si rivela fondamentale per venire a capo di una faccenda piuttosto complessa. Henderson è un’attivista convinta, che si batte per la difesa dell’ambiente. E la sua passione è evidente dalla prima all’ultima pagina della storia. A volte fin troppo evidente, a scapito di un intreccio che, in alcuni passaggi, risulta un po’ affaticato e contorto. Qualche allontanamento di troppo, rispetto a quelli che sono i nodi principali della storia, potrebbero confondere il lettore fino a indurlo ad abbandonare la lettura. Tuttavia va detto che la tensione narrativa c’è, la suspense e i colpi di scena pure. Il tema del romanzo – i danni che l’avidità umana perpetra sul patrimonio naturale, che dovrebbe invece essere un bene comune da preservare a tutti i costi – è evidente fin dalle prime pagine e la storia tiene. Quel che colpisce in maniera particolare, in una scrittura pulita e piuttosto asciutta è la capacità di rendere molto bene atmosfere e paesaggi, specie di località completamente immerse nella natura e nel bello. Ci sono, nel testo, un paio di tributi a due maestri: Stanley Kubrick e Stephen King. La loro presenza, a dire il vero, aleggia in qualche modo in tutto il romanzo e a volte si ha l’impressione di non essere molto distanti da certi setting, immersi nella natura e desolati, in cui sono ambientate le più celebri opere dei due.