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La sorella di Mozart

La sorella di Mozart

Salisburgo, 24 marzo 1777, la data che reca una delle tante lettere tra Armand e Nannerl: un carteggio tra innamorati ai primi ardori, in verità ancora platonici, in cui le parole preludono al fuoco della passione, nel languore dell’attesa che li separa dal futuro incontro. La giovane donna in questione è l’insegnante di musica di Victoria, figlia del maggiore Armand d’Ippold, vedovo inconsolabile prima della folgorazione avvenuta in casa Mozart, dove si sono conosciuti. Nannerl è solo un soprannome familiare, la ragazza in realtà si chiama Maria Anna Walburga Ignatia Mozart, ed è la sorella maggiore di Wolfgang, grande compositore, all’epoca già piuttosto noto. La grazia ombrosa della fanciulla, intenta al piano, scioglie il cuore indurito del maggiore, da lì prende le mosse uno scambio epistolare in cui entrambi rievocano le tappe salienti della loro esistenza, aprendosi all’altro in un crescendo di intimità ed aspettative. Nannerl vive segregata in casa da quando il padre Leopold e Wolfgang hanno lasciato Salisburgo per recarsi in Italia in cerca di fortuna, costretta ad impartire lezioni di pianoforte alle rampolle dell’aristocrazia locale per finanziare il viaggio del fratello, favorirne la carriera e la fama, lui è il prescelto. Tra i due musicisti, Leopold ha deciso che la gloria spettasse al figlio maschio e che Nannerl, compositrice e pianista altrettanto dotata, dovesse avere l’unica funzione di rendere possibile il suo disegno. La ragazza si sente delusa, usata ed umiliata. L’adorazione riservata al fratello sin dall’infanzia, ricambiata da slanci gioiosi e buffi di affetto, si è tramutata in rancore; è questo che scrive ad Armand, rendendolo partecipe delle proprie sofferenze e rinunce. Al colmo della frustrazione, ha bruciato tutte le sue composizioni, dando alle fiamme il sogno di diventare una concertista di successo. Vive ormai di soli rimpianti e corrosioni interiori, che la rendono scorbutica agli occhi dei più, perfino ai ricevimenti della buona società, dove viene trascinata controvoglia dalla madre, fa sfoggio di battute caustiche, accrescendo la sua fama: difficile sistemarla con un buon partito o incrementare la clientela di allieve pianiste. Ma ad Armand piace, ne ha compreso la fragilità e il talento, e cerca di spingerla nuovamente verso la musica, paventandole la possibilità di pubblicare una sua opera presso un noto editore. Nannerl accarezza l’illusione di un amore sincero, inizia a fiorire ricominciando a comporre, ma ancora una volta, l’ego smisurato di Wolfgang riuscirà ad intralciare i suoi progetti...

La sorella di Mozart, romanzo firmato dalla pianista e poliedrica scrittrice Rita Chansonnier - anche attrice e sceneggiatrice - è il primo di una trilogia dedicata a grandi figure femminili nascoste nella storia della musica. Si legge con interesse e una certa velocità, facilitati da una scrittura scorrevole, piacevolmente descrittiva, capace di introdurci con grande efficacia nella casa dei Mozart e nella Salisburgo dell’epoca, scivolando a tratti in qualche cliché cinematografico, che contribuisce però a renderci familiare l’ambiente. Il racconto si snoda lungo un arco temporale pari alla vita di Wolfgang, la cui figura, da un certo punto in poi, è solo evocata come un elemento di disturbo sullo sfondo di una vita che ha preso una piega inconciliabile col percorso musicale del grande artista. I due non si parleranno più, ma Nannerl contribuirà a custodire le sue opere autenticandole e sorvegliandone la pubblicazione. La vita di Ignatia Mozart è senz’altro romanzata, come ammette l’autrice nelle ultime pagine, ma gli snodi salienti della sua esistenza corrispondono alla realtà storica, ricavata anche dai molteplici carteggi familiari della protagonista. Non sappiamo se Nannerl fosse esattamente come l’ha immaginata l’autrice, ma era di sicuro una pianista di enorme talento negato e ci sarebbe piaciuto che, almeno nella finzione letteraria, venisse risarcita per la gloria mancata con una strepitosa carriera postuma. Mi permetto il suggerimento per i romanzi successivi.