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La spia

La spia
L'arresto di Ezra Pound avvenne nel maggio del 1945 a Rapallo. La guerra era alle sue battute finali e le truppe anglo-americane avevano strappato ai tedeschi la penisola con il contributo decisivo della Resistenza. Furono proprio due partigiani a portare il poeta americano al comando delle Forze Alleate nel capoluogo ligure. Pound era accusato di alto tradimento nei confronti della sua patria, gli Stati Uniti. Colui che un tempo era famoso per il suo modernismo poetico, amico di Hemingway e Picasso, aveva infatti subìto un'attrazione irresistibile per i fasti del regime dittatoriale di Mussolini. La sua ammirazione si era poi trasformata in una strampalata militanza radiofonica. Pound teneva infatti una trasmissione in lingua inglese dalle frequenze dell'EIAR, in cui invitava i suoi concittadini a non scegliere la strada della guerra contro l'Italia. Dal suo microfono lanciava strali contro la plutocrazia ebraica, deridendo il presidente americano Roosevelt. Ma chi era veramente Ezra Pound?... 
È quanto si chiede Justo Navarro, autore de La spia. Il libro, infatti, oltre a raccontare la storia del poeta americano durante la sua permanenza in Italia e di come fosse venuto in contatto con il fascismo, pone degli interrogativi sul ruolo da lui avuto durante la guerra: era un agente segreto al soldo degli Alleati? I suoi contatti tra i diplomatici statunitensi, il linguaggio criptico - che rasentava il ridicolo - adottato nelle trasmissioni di Radio Roma, sono forse tutti indizi di qualcosa che andava oltre un'adesione quasi grottesca al regime? Forse il pregio maggiore di questo volume, a tratti ridondante nella descrizione degli eventi, è la sua sapiente gestione del ritmo narrativo. Quando sembra infatti che la vicenda sia agli sgoccioli, si apre una ulteriore finestra che desta nuovamente l'attenzione del lettore. Da notare la copertina con la foto segnaletica di un Pound appena catturato, con uno sguardo tra l'ira e la sorpresa, quasi a tracciare il germe di quella follia che lo avrebbe fatto rinchiudere nell'ospedale criminale di St. Elizabeths a Washington per buona parte della sua restante vita.