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La sposa del vento

La sposa del vento

Dresda, 1920. Il Maestro Oskar Kokoschka osserva la falena che, nonostante il rischio che sa di correre, non può resistere al richiamo della fiamma. Mentre l’insetto si avvicina sempre di più alla luce e al calore, lascia al Maestro il tempo di riflettere come, anche lui, si senta una falena. E, da quando ha accettato questa idea, il maleficio che lo aveva catturato anni prima si è finalmente sciolto. Clic. Ora si sente libero. O quasi. La falena, intanto, ha compiuto il suo ultimo volo ed è rimasta bruciata dalla fiammella, precipitando stecchita nel piattino sotto la fiaccola, il piccolo corpo ancora fumante. La fiamma di Oskar si chiama Lilith, la sua signora. La stessa che, perfettamente adornata nel suo fulgente abito rosso e pronta per la festa organizzata dal pittore, sta per fare il suo ingresso in giardino. Lui freme, lo aspetta uno spettacolo mai visto prima che, finalmente, lo libererà da tutto il suo enorme fardello. Lo libererà da Lilith. Sa che è finalmente giunto il momento. Sa che deve ucciderla… Vienna, 1907. Sua madre Romana lo esorta a mangiare velocemente la colazione. Oskar quel giorno ha un appuntamento fondamentale per la sua carriera e non deve rischiare di fare tardi. Il padre, Gustav Kokoschka, sta come sempre armeggiando con uno dei suoi orologi. Oskar non ricorda di avergli mai visto il volto senza la lente da orologiaio incastrata in una delle orbite. Sa che non approva la sua scelta di diventare un artista e di studiare alla Scuola d’Arti Applicate, ma la sua strada non avrebbe mai potuto essere quella di stare chino tutto il giorno su ingranaggi microscopici come fa lui. Eppure, un attimo prima di uscire in maniche di camicia dalla porta di casa, Oskar si sente chiamare proprio da suo padre. Gli sta porgendo la sua giacca buona, nonostante le toppe sui gomiti. Anche lui desidera che suo figlio sia elegante, seppure sia per incontrare quell’imbrattatele che risponde al nome di Gustav Klimt…

La sposa del vento è uno degli ultimi – stupendi – capolavori sfornati dalla casa editrice Fazi. L’autrice, Scilla Bonfiglioli, ha già scritto testi storici, gialli e thriller, alcuni per collane da edicola, altri a quattro mani con uno dei grandi nomi dell’editoria italiana, Franco Forte. La sposa del vento segna il suo esordio letterario a tutti gli effetti: il romanzo che, da grande appassionata di arte qual è, sentiva di dover scrivere. E lo ha fatto decisamente bene. La vita del grande Oskar Kokoschka viene narrata a partire dal 1907 e fino al 1920, descrivendo minuziosamente tutti gli avvenimenti che hanno segnato il pittore durante questi anni. Dagli esordi alla Scuola d’Arti Applicate, alla sua prima esposizione di Vienna, alle feroci critiche ricevute, al suo periodo berlinese. Al suo ritorno a Vienna e al suo incontro con Alma Mahler, l’ammaliatrice degli artisti. Ma si tratta davvero solo di questo? Bonfiglioli riesce a dipingere un quadro vivido della relazione – tossica, certamente, ma anche appassionata – tra Kokoschka e la Mahler, che nonostante tutto non gli farà mai mancare la sua vicinanza, nemmeno durante gli anni passati dall’artista in guerra. Nel romanzo si ritrova un Kokoschka intimo e reale, un artista capace di trasformare i suoi demoni in opere d’arte, ma anche un uomo dall’animo profondamente inquieto. Tanto da avere l’idea di farsi costruire un fantoccio con le fattezze della donna amata per portarla in giro per la città di Dresda come fosse una persona in carne e ossa. È questo l’Oskar de La sposa del vento, così diverso da quello che trapela dai saggi di storia dell’arte o dalle biografie, un uomo pieno di luci e di ombre, che Scilla Bonfiglioli, con un tratto avvincente e realistico, ritrae alla perfezione, catturando ed emozionando il lettore dalla prima all’ultima pagina.

LEGGI L’INTERVISTA A SCILLA BONFIGLIOLI