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La stanza dei segreti

La stanza dei segreti

L’amore è dolore. L’amore è meraviglia. L’amore è segreto. A volte si fa, a volte si sogna. È passione, concretizzata. A volte non lo è. Ci sono volte in cui genera estrema sofferenza. Lo ritroviamo in ogni luogo, nel tempo e nello spazio. È quello della natura, come è quello della solitudine. Anche se espresso, l’amore è così privato da generare imbarazzo. Così inspiegabile da essere spiegato a parole semplici. Solo immagini, fremiti, sensazioni, lacrime, energia, stanchezza. Può coincidere con il suo stesso opposto, o nutrirsi dello stesso. Una miriade di sfaccettature difficili da catalogare, da contare, da definire nel concetto di finito. Quante altre immagini e parole si potrebbero aggiungere, ciascuno con il proprio vissuto. Non sono mai troppe. L’amore cambia. Con il tempo, le persone, i luoghi. Intensità costante. Estremismo. È l’essenza stessa dell’uomo, della sua carne, del suo stare nel mondo...

La stanza dei segreti è quella in cui solitamente si entra in punta di piedi. Tra la paura, l’imbarazzo, il timore dell’ignoto. È quella stanza in cui preferiamo entrare con qualcuno, per condividere la violazione della stessa segretezza. Margherita Bonfilio ci accompagna nella sua. Una stanza fatta di tanti angoli e prospettive, da cui guarda, vive, sente l’amore. Una raccolta di brevi poesie, alcune brevissime, in cui ogni parola si espande di significato, inserita in contesti, sia temporali che di luogo, a volte estremamente privati, altre tremendamente normali. Ed è lì che si espande l’amore in tutte le sue forme. E ci riempie, come riempie e permea i nostri luoghi. Leggere le poesie di Margherita Bonfilio inizialmente imbarazza, non tanto per la capacità esplicativa di chi le scrive, ma principalmente perché quello che stiamo leggendo ha un sapore talmente privato da essere allo stesso tempo condivisibile. E ci imbarazziamo, perché la Bonfilio mette nero su bianco pensieri e sensazioni. Ce le fa assaporare e accende il ricordo di quelle stesse sensazioni. Una condivisione che si allarga dall’estremo positivo all’estremo negativo. Una carezza che l’autrice si regala e regala a chi legge. Perché l’amore è, sempre e comunque, linfa.