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La stanza delle farfalle

La stanza delle farfalle

Giugno 1943, Suffolk. Posy è la principessa delle fate. Suo padre Lawrence, ovviamente, è il re del popolo magico. È proprio lui che le ha insegnato come catturare quegli esseri meravigliosi che sono le farfalle, come sollevarsi in punta di piedi sull’erba senza fare il minimo rumore, per poi lanciare la rete sull’animaletto e intrappolarlo. Ma soltanto per il tempo di poterlo osservare da vicino, studiandone le fattezze perfette. La farfalla, dopo essere stata nutrita con il miglior nettare al mondo, è libera di spiccare nuovamente il volo. Lawrence è davvero orgoglioso della sua piccola Posy, che in lui vede un eroe mitico e bellissimo, l’uomo che ama più di ogni altra persona al mondo. Anche più di maman, Posy deve ammetterlo. Il fatto è che lei è quasi sempre rinchiusa nella sua camera, preda di quel malessere che chiama emicrania. Anche quelle rare volte che esce, poi, sembra sempre troppo impegnata per occuparsi di lei. Lawrence, nel frattempo, sta osservando con attenzione lo splendido esemplare di licena azzurra appena catturata da Posy. È davvero straordinaria, così rara da trovare da quelle parti. Proprio mentre sono intenti nello studio della farfalla, dalla terrazza di Admiral House si sente la voce di maman che richiama l’attenzione di marito e figlia. Questo genere di giornate immerse nel giardino della villa sono sempre più rare da quando è iniziata quella maledetta guerra, che ha reso zoppo Lawrence. Ma, se non altro, proprio per questo motivo Posy è convinta che lo avrà tutto per sé per moltissimo tempo. I due si avviano ma, prima di arrivare alla terrazza, Lawrence si dirige verso la Torre. Quell’edificio con i mattoni giallo chiaro è la dimora perfetta per il popolo delle fate e le farfalle, loro fedeli amiche. Posy sa che non può entrare nella Torre, dove suo padre passa un sacco di tempo da solo. È convinta che lì tenga gli “attrezzi per l’esterno”, come li chiama lui. Ma, in effetti, si domanda spesso cosa si nasconda dietro la grande porta di quercia in cima alle scale, perennemente chiusa a chiave…

“Personaggi indimenticabili e sconvolgenti verità in questo nuovo incantevole romanzo dall’autrice bestseller Lucinda Riley”. È questa la breve descrizione riportata sulla quarta di copertina de La stanza delle farfalle e, in poche parole, riesce a riassumere alla perfezione l’essenza di questo splendido libro. Lucinda Riley, irlandese di nascita ma inglese di adozione, ballerina e attrice ma con la vocazione per la scrittura, è stata l’autrice che ha dato nuova linfa al genere Romance e che è da pochi anni scomparsa solo cinquantacinquenne in seguito alla lotta contro un tumore durante la quale, comunque, è stata capace di pubblicare ben quattro opere. La stanza delle farfalle è un romanzo che riesce a intrecciare un passato ambientato negli anni Quaranta, in cui il lettore conosce la Posy libera e spensierata come le farfalle che cattura insieme al suo amato padre, e il presente, in cui Posy si è trasformata in una settantenne forte e determinata a mandare avanti la sua vita e la sua casa assecondando i suoi desideri, ma anche quelli delle persone che ama, come i suoi figli Sam e Nick. Con una perfetta alternanza di passato e presente e l’aggiunta della giusta dose di segreti e misteri, la Riley crea un emozionante viaggio nel tempo grazie a una narrazione scorrevole e avvincente, che cattura il lettore senza lasciargli scampo, così come una meravigliosa farfalla imprigionata tra le trame di un retino. La trama, così come quella di tutti i romanzi dell’autrice, non è mai banale e spesso venata da un sentimento di tristezza. La stessa tristezza che, comunque, riesce a trasformarsi nella speranza in un emozionante lieto fine che, sebbene atteso, non per questo rende meno godibile la lettura.