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La stella di pietra

La stella di pietra

È il marzo 1985. A Roma, nella stanza usata dagli uomini del Mossad per gli interrogatori, si stanno seguendo le vicende italiane e le azioni eversive che insanguinano il Paese, rendendo l’Italia crocevia del terrorismo internazionale. Davanti a un uomo del servizio segreto israeliano, un brigatista sta chiedendo cosa gli succederà quando avrà definitivamente vuotato il sacco. Con garanzie sommarie di tutela, l’uomo comincia dal Lodo Moro, un accordo segreto tra governo italiano e terrorismo mediorientale. E poi organizzazioni paramilitari dormienti, Stay behind, aerei che precipitano, nostalgici, massoneria deviata fino a Gladio, nata come una costola della NATO per difendere la democrazia: c’è tutto sulla strategia della tensione! “Nella destabilizzazione – dice il brigatista – c’è sempre qualcuno che ci guadagna, maggiore”, cogliendo l’esponente del Mossad di sorpresa, perché... beh deve saperne davvero molte, per averlo riconosciuto così! Alla Falcoltà di Lettere, intanto, corso di laurea in Archeologia e culture del mondo antico, Sara Terracini, allieva brillante e preparata, tra le migliori del corso, bruciando molte tappe sta discutendo la sua tesi. Non solo è di grande intelligenza, ma è pure bellissima! Sta citando un passo dell’Eneide in cui Laocoonte scongiura i suoi cittadini di non introdurre il cavallo dentro le mura di Troia, ma, con un intervento di Atena, viene trascinato da due serpenti marini, insieme ai suoi figli, negli abissi. Improvvisamente il rettore abbandona l’aula perché nel cortile di Economia e Commercio il prof. Ezio Tarantelli è stato gravemente ferito in un agguato terroristico. In questa atmosfera Sara consegue la laurea summa cum laude...

Altro che avventura! Questo nono appuntamento con i romanzi di Marco Buticchi scende in profondità tra le organizzazioni terroristiche e attraverso il Mossad di Oswald Breil (il Maggiore ancora fa parte dei Servizi segreti israeliani) si addentra sulle ingerenze delle Brigate Rosse, o meglio di apparati dello Stato in questa organizzazione criminale. Ma il bello è che l’intreccio tra storie in parallelo a cui ci ha abituato Buticchi, unisce agli eventi degli Anni Ottanta quelli del Cinquecento e soprattutto di Michelangelo Buonarroti, perché trait d’union è proprio il disegno preparatorio del Laocoonte. La tesi di laurea di Sara Terracini è quindi un’anteprima, un lancio di quello che succederà e soprattutto di quella che sarà la sua vita. È il giorno in cui il padre perde la vita, ucciso in un incidente che proprio incidente non è, ma al tempo stesso, per la giovane, si apre il primo spiraglio della sua vita futura. Da questo romanzo, infatti, come già detto il numero nove della serie, si sa qualcosa di più del passato di Sara Terracini e mettiamo dei nuovi tasselli in quel mosaico che si va delineando. Perché, come sempre, c’è un romanzo nel romanzo e accanto alle avventure che si sviluppano nei secoli intorno a un oggetto, c’è anche la storia di Sara e di Oswald che prosegue, anzi, qui viene narrato proprio il loro primo incontro. La ricerca di informazioni, come sempre, è accurata e piena di spunti di approfondimento, oltre a molte curiosità: c’è la nascita delle Guardie svizzere papali, ci sono le numerose avventure della vita di Michelangelo e della sua formazione, le credenze che il marmo dovesse essere coperto perché la luce della luna non ne alterasse la consistenza e molto altro ancora.