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La storia di Peter Coniglio

La storia di Peter Coniglio

“C’erano una volta quattro piccoli conigli, che si chiamavano Flopsy, Mopsy, Cotton-tail e Peter”. E cosa mai faranno quattro piccoli coniglietti oltre a vivere sereni in una confortevole tana di morbida sabbia, sotto le radici di un grande abete? Per passare il tempo e divertirsi, la mamma li manda a giocare nei campi, in mezzo all’erba, a patto che obbediscano alle sue raccomandazioni e stiano alla larga dall’orto del terribile signor McGregor. Purtroppo il loro papà non è stato prudente in passato ed è così che, sfortunatamente, è finito in mezzo all’impasto della torta salata preparata dalla signora McGregor. Mentre la mamma va dal fornaio ad acquistare provviste, i coniglietti corrono a giocare lungo il sentiero e mentre Flopsy, Mopsy e Cotton-tail si divertono a raccogliere succose more dai cespugli, Peter, che è un coniglio davvero pestifero, decide di fare proprio l’opposto di ciò che la mamma gli ha raccomandato: raggiunge l’orto proibito del signor McGregor e si infila sotto il cancello. La lattuga è così invitante, perché non mangiarne un po’? E quei fagiolini succulenti? Poi ci sono i ravanelli, ma sì, un assaggio pure a quelli che male può fare. Che mal di pancia, povero Peter, magari con un po’ di prezzemolo passa tutto. Il vivace coniglietto si aggira tra gli ortaggi ed ecco che si imbatte proprio nel loro proprietario. Il signor McGregor si infuria appena scova il ladruncolo, agguanta un rastrello e lo rincorre, pronto a dargli il fatto suo. Peter è terrorizzato, al punto da non ricordare la strada per il cancello...

Con il più classico dei “c’era una volta” ha inizio la meravigliosa avventura del più celebre tra i coniglietti letterari, l’inarrestabile Peter, che mette a dura prova la pazienza del signor McGregor. Ed è seguendo le sue tracce che i lettori, giovanissimi o meno, si intrufolano negli incantevoli campi disegnati dall’amata illustratrice e scrittrice britannica per bambini, Beatrix Potter (1866-1943). Il racconto prende vita nel 1893, in una lettera scritta e illustrata per risollevare il morale del piccolo Noel, figlio di colei che fu governante di Beatrix, costretto a letto dalla malattia. Ma solamente diversi anni dopo l’autrice decide di elaborare il materiale e trasformarlo in una vera pubblicazione per bambini (aveva già venduto con successo delle cartoline illustrate e acquisito fiducia nelle sue doti). Scartata da tutti gli editori a cui la propone, Beatrix decide di investire i suoi risparmi nella stampa di 250 copie (le illustrazioni in questa prima stesura sono in bianco e nero) che vende con facilità così da recuperare l’investimento iniziale. È il 1902 quando, finalmente, gli editori Frederick Warne & Company le offrono un vero contratto di pubblicazione. Le illustrazioni ora sono rigorosamente a colori, il formato del volumetto è ridotto in modo che i bambini possano tenerlo agevolmente tra le mani e il prezzo è contenuto, così che anche le famiglie a basso reddito possano permettersi l’acquisto. È il mondo dei più piccoli a essere posto al centro dell’intero progetto e Beatrix cura il linguaggio, affinché la lettura sia strumento per apprendere termini nuovi. Peter è un coniglio curioso e vivace, che desidera divertirsi e scoprire il mondo e come molti bambini disobbedisce e si caccia nei guai, ma non dare retta ai propri genitori può essere rischioso se si è troppo giovani e inesperti. Peter lo impara a sue spese. L’opera ha riscosso nel tempo un tale successo da ispirare un florido merchandising (dall’abbigliamento ai giocattoli e all’oggettistica più varia), una serie d’animazione trasmessa sul canale per i giovani Nickelodeon (2012) e un film d’animazione nel 2018, Peter Rabbit, a cui segue nel 2021 Peter Rabbit – Un birbante in fuga (per il momento la distribuzione nelle sale cinematografiche è prevista negli USA a partire da maggio, pandemia di COVID-19 permettendo).