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La storia - Un prequel di The returned

La storia - Un prequel di The returned

La trovano in piedi, sul ciglio della strada. Ha un abito bianco, i capelli raccolti in due codini e l’aria spaventata e smarrita. Ha la pelle scura, è piccola e bellissima. A trovarla è una giovane coppia che ha appena superato il confine del Michigan. Quando le chiedono come sia arrivata lì, risponde di non averne la più pallida idea. Non è certo la prima. Accade da qualche settimana che persone morte da un po’ improvvisamente tornino in vita, sole e lontane da casa. Il primo caso si è verificato meno di due mesi prima, quando Edmund Blithe, dopo essere stato investito da un’auto e aver riportato ferite mortali, si è presentato al suo luogo di lavoro, esattamente un anno dopo la sua morte. Questa volta Heather e Matt, che stanno tornando a casa dopo essere stati a trovare la madre di lui, trovano la ragazzina sul ciglio della strada, al buio e al freddo. La piccola rivela di chiamarsi Tatiana e dall’accento si direbbe africana. Heather e Matt, anziché chiamare la polizia, decidono di portarla a casa loro, dove la nutrono e la bambina mangia tutto ciò che le viene offerto: cereali, pizza surgelata e gelato. Poi cercano di spiegarle che vorrebbero aiutarla a tornare a casa ma, per farlo, hanno bisogno di capire chi devono cercare. Marito e moglie sono piuttosto nervosi: Heather continua a giocare con i propri capelli, mentre Matt cambia di continuo posizione e non riesce proprio a restare fermo. Entrambi continuano a ripetere a Tatiana che andrà tutto per il meglio. È la stessa cosa che sua madre continuava a ripeterle, un tempo, pensa la piccola. Nel 1994 non aveva il permesso di uscire. Di tanto in tanto sentiva degli spari, dei rumori di combattimento, il rombo di camion di passaggio. Molti dei loro vicini erano già fuggiti e si erano rifugiati presso i parenti, in luoghi più sicuri. Ma lei e sua madre no, non se ne erano ancora andate. Sua madre si rifiutava di partire e viveva davanti alla TV, speranzosa di scorgere sullo schermo il marito...

La piccola Tatiana, trovata sul ciglio della strada dai coniugi Campbell, non è che un’altra Rediviva. Giornali e TV non fanno altro che parlare di queste persone che, morte da parecchi anni, tornano dall’aldilà e chiedono soltanto di tornare alla vita che conducevano nel momento in cui il destino l’ha interrotta. Sentirne parlare spinge a interrogarsi su questo strano fenomeno, che se da un lato permette a chi ha subito un grave lutto di tornare ad abbracciare il proprio caro, dall’altro si rivela essere piuttosto inquietante. Ma cosa accade esattamente quando un Redivivo entra nella vita di una coppia qualunque e la sconvolge completamente? È ciò che accade a Heather e Matt, che accolgono in casa loro la piccola Tatiana, morta da vent’anni, vittima della guerra in Sierra Leone. Così come per gli altri due, anche in questo prequel del romanzo The returned Jason Mott, scrittore e poeta statunitense, getta le basi di una storia piuttosto corposa, che affronta il tema delle seconde opportunità. Tornare in vita dopo la morte è desiderio di molti. Affrontarne l’impatto emotivo e le conseguenze diventa il focus attorno a cui l’autore dà vita a un intreccio originale e ricco di spunti di riflessione. Il breve assaggio rappresentato dal prequel è un interessante catalizzatore dell’interesse del lettore che, così come è accaduto per gli altri due racconti intitolati L’inizio e La scelta, introducono alcuni tra i personaggi della storia, coinvolti in un’esperienza del tutto singolare e senza precedenti. Mott sa come incuriosire il lettore, spingerlo a interrogarsi e predisporsi al coinvolgimento in un’avventura tanto singolare quanto fortemente impattante. L’interesse del lettore si accende e con esso il desiderio di essere catapultati in una realtà in cui tutto è possibile, anche tornare in vita e riprendere esattamente lì dove si è stati interrotti. Una seconda chance che incuriosisce e sgomenta.