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La strada per Eleusi

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Per circa due millenni gli antichi Greci hanno venerato la dea madre Demetra e raccontato il suo ricongiungimento con la figlia Persefone, rapita da parte dello ctonio Ade. Se questo mito narra di dèi oscuri, legati alla terra, alla morte e alla rinascita, ben più antichi dell’Olimpo classico, i riti misterici celebrati a Eleusi permettevano agli iniziati una visione dell’eternità, del ricongiungimento dell’uomo con la sua natura divina. In che cosa esattamente consistesse questa visione è un mistero, nel senso proprio: rivelarlo era sacrilegio. Tuttavia, dagli indizi storici e mitologici si può trarre un’ipotesi, che finalmente ci permetterebbe di spiegare l’inspiegabile. R. Gordon Wasson ha compiuto studi pioneristici sui funghi sacri, sul loro potere “enteogeno” – cioè psicoattivo e favorente l’esperienza mistica – e sull’uso di questi allucinogeni nei riti sciamanici delle popolazioni precolombiane del Messico: la sua proposta, ora, è di spiegare l’esperienza mistica degli iniziati ai misteri eleusini con l’impiego di una sostanza affine. Hofmann, poi, esplicita la possibilità fitochimica, ritrovando numerosi alcaloidi tra cui l’acido lisergico in alcuni cereali affetti da ergotismo, cioè da un parassita fungino tossico, che potevano crescere nella pianura di Eleusi. Ruck, infine, traccia un quadro del contesto mitologico e storico, raccogliendo le prove in favore di questa spiegazione, affascinante e sconvolgente, di una pratica religiosa così antica…

Un etnomicologo, cioè uno studioso delle pratiche etniche relative ai funghi, un chimico noto per la scoperta dell’LSD e uno storico dell’antica Grecia: questi tre autori hanno steso ognuno un capitolo, secondo la propria competenza, di questo breve volume, pubblicato per la prima volta nel 1978 e accolto da grande interesse e grande scetticismo al tempo stesso. Il quale volume è arricchito poi da una traduzione dell’Inno omerico a Demetra e da spiegazioni aggiuntive sulle fonti mitologiche dei riti di cui si tratta. L’ambizione è quella di svelare, finalmente, il segreto dei misteri eleusini, riti mistico-religiosi antichissimi ed estremamente importanti nella cultura greca antica. Quella proposta in questo saggio è un’ipotesi affascinante; ed è un grande merito degli autori di aver imposto un argomento quasi tabù all’attenzione della storiografia. Ciò detto, è chiaro che l’utilizzo di sostanze enteogene o allucinogene non spiega la totalità e la complessità di un fenomeno religioso e sociale. Inoltre, l’uso del mito come fonte è in questo saggio quantomeno disinvolto e, prese singolarmente, le prove presentate risultano assai problematiche. Una gran quantità di indizi simili, però, siano mitici o storici, può far immaginare un sentiero di ricerca fruttuoso. Insomma: questa lettura ci mostra un’epoca in cui mito e storia sono fortemente intrecciate; e lo fa senza voler dipanare questa matassa, probabilmente per ragioni di spazio. Chiaramente, in questo modo il saggio risulta carente del rigore che ci si aspetterebbe; tuttavia, se accettiamo la proposta degli autori come – appunto – una indicazione, e non come una ricostruzione storica, allora possiamo seguirli su questo sentiero per apprezzare, di scorcio, pratiche antichissime e misteriose.