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La strada per l’Est

La strada per l’Est

Javier è un giornalista free-lance che segue la politica dell’America Latina, non ha mai pensato di fare grandi viaggi all’estero e ama la sua Buenos Aires che non è certo il posto in cui, dopo aver da poco interrotto una relazione, ti aspetteresti di incontrare una ragazza che sì, parla spagnolo, ma il cui nome è Higashi (東)che vuol dire “Est, Oriente” in giapponese. Nomen omen. Da quella parte comincia il viaggio, da quella parte si trova l’amore. La storia inizia con il piede giusto, ma subito Higashi, che, nonostante sia cresciuta in Argentina da genitori giapponesi sente dentro di sé l’esigenza di coltivare le tradizioni culturali d’origine, viene selezionata dalla famosa Scuola Urasenke per imparare l’arte misurata e accurata del Chado, “La via del tè”. La scuola però è dall’altra parte del Pacifico e portare avanti una storia appena cominciata mettendoci in mezzo un anno di lontananza e un oceano da attraversare forse non è la cosa migliore. Javier allora disegnerà la sua strada verso Higashi, la strada verso Est. Dall’Argentina al Giappone viaggiando verso Est. Dieci paesi da attraversare in uno dei più lunghi viaggi via terra possibili: da Madrid a Seul…

L’amore, lo sappiamo, muove il sole e le stelle, ma muove anche i piedi di un giornalista che ha appena perso il post di lavoro e che non vuole perdere anche quella storia che ha il nome di “oriente” ed è appena cominciata. Professione e vita privata si uniscono in questo godibilissimo reportage che ci mette in cammino per vedere come cambia (o no) il concetto di amore al cambiare delle longitudini. Dalla coppia di pornostar più famosa di Barcellona, ai lucchetti che aggravano i ponti di Parigi con le loro promesse di metallo; e poi Berlino, Grodno, Mosca, Ekaterinburg, Omsk, Irkutsk Ulan-Ude, Ulan Bator e Seul. E infine Tokyo. Dai padri che per le loro figlie cercano candidati sposi con un buon lavoro nei parchi di Pechino, agli efferati delitti passionali della fredda Siberia. Dall’amore trascendente dei monaci buddhisti di Ulan-Ude vicino al grande Lago Baykal, alle donne vittime del serial-killer Popkov a Irkutsk, dall’altro lato del lago. Dall’amore per le miniature del Sig. Kononenko a Omsk fino al folle suicidio per amore del rappresentante del partito dei Pirati tedesco Gerwald Claus-Brummer. Andando verso oriente si costruisce, tappa dopo tappa, un’indagine sulle forme, a volte anche contorte e malate, che la parola amore assume, sulle pratiche che essa impone all’essere umano. Un’indagine che si sovrappone a una trepidante attesa dell’incontro, quello fra l’autore e Higashi, nonché a una serie di abili bozzetti sociopolitici sulle città e sui paesi percorsi. Un libro di piacevolissima lettura. Un modo originale di fare reportage.