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La strada verso casa

La strada verso casa

Marco e Andrea sono due fratelli completamente agli antipodi. Marco, nonostante i suoi quarant’anni, continua a condurre una vita senza tante responsabilità e legami: inaffidabile, egoista e incapace di amare, vive lontano da casa, a Londra, dove gestisce un ristorante e cambia ragazza ogni sera. Andrea, al contrario, da buon fratello maggiore ha sviluppato un forte senso di responsabilità, tale da averlo portato ad avere una vita apparentemente perfetta: ha un buon impiego in una società di Milano, è sposato da vent’anni con la sua ragazza storica e continua a prendersi cura del padre anziano. A vederli da fuori, i due sembrano venir fuori da due mondi e due famiglie completamente diverse. Eppure un triste passato li accomuna. Una dolorosa perdita che, anno dopo anno, li fatti allontanare sempre di più l’uno dall’altro, rendendoli quasi degli estranei. Ma un incidente imprevisto ribalta tutta la situazione. La malattia del padre, infatti, li costringe ora a ritrovarsi faccia a faccia e a scrutare uno nella vita dell’altro. Tra scomode verità e impreviste rivelazioni, niente per i due sarà più come prima. Il loro rapporto e le loro rispettive vite, infatti, sono destinate a subire un’incredibile rivoluzione…

Con La strada verso casa Fabio Volo arriva a quota sette romanzi. Dal 2001, infatti, colui che nasceva come conduttore radiofonico e televisivo si è improvvisato anche scrittore, con una media di un libro sfornato ogni due anni. E non uno scrittore che passa inosservato, uno tra tanti. Dei suoi libri si è detto un po’ di tutto: c’è chi li definisce manuali di vita e chi li reputa delle letture sciocche e monodimensionali. Quello che c’è di vero è che quasi sempre il protagonista delle sue storie è il classico dongiovanni tra i trenta e i quarant’anni apparentemente incapace di amare, che dopo una vita di relazioni superficiali si ritrova a capire che la monogamia tutto sommato non è poi così terribile se si trova la persona giusta. E che anche lo stile con cui le traversie dei suoi scapestrati dongiovanni ci vengono raccontate è sempre lo stesso: molto schietto e semplice. Sicuramente non da premio Nobel per la Letteratura. Eppure questa volta il caro Volo ci ha regalato qualcosa di nuovo e forse più articolato rispetto alla sua solita routine: il protagonista è cresciuto e si è sdoppiato in due personaggi apparentemente opposti che, oltre ai dolori e alle complicazioni che nascono da relazioni amorose impossibili, si ritrovano a dover fronteggiare dei temi più profondi come la malattia, la vecchiaia e la morte. Un’evoluzione e una maturità a quanto pare finalmente raggiunte (saranno gli anni che passano anche per Fabio o la voglia di metter su famiglia?) che si rispecchiano anche nel finale. Il classico happy ending, naturalmente. Ma stavolta meno smagliante e perfetto del solito. E forse anche più vero.