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La strage – L’agenda rossa di Paolo Borsellino e i depistaggi di via D’Amelio

La strage – L’agenda rossa di Paolo Borsellino e i depistaggi di via D’Amelio

Paolo Borsellino aveva un’agenda rossa che portava con sé anche il giorno in cui è stato ucciso, ma che non è mai stata ritrovata. Non si hanno elementi sufficienti per affermare con certezza chi l’abbia prelevata dalla borsa rinvenuta sul luogo dell’attentato, e accertare questi fatti dovrebbe essere un compito primario dell’autorità giudiziaria. Sono queste vicende ancora di stretta attualità e per questo compaiono ancora nei titoli di cronaca. La storia, però, non è un processo e i processi e le sentenze non sono necessariamente la storia, anche se si possono ancora formulare delle ipotesi per comprendere a fondo che cosa sia realmente avvenuto quel giorno. Una fonte istituzionale, dopo ben trentuno anni, ha deciso di fornire in maniera anonima notizie sufficienti per ipotizzare quale sia il luogo in cui l’agenda sarebbe stata nascosta immediatamente dopo l’attentato. La narrazione sulla strage del 19 luglio 1992 dovrebbe essere radicalmente cambiata, dato che l’agenda di Borsellino non sarebbe stata sottratta in via Mariano D’Amelio. Sarebbe stata sì presa nell’ormai celeberrima via di Palermo, ma successivamente sottratta nel luogo in cui era custodita. A riprova di questi fatti sconvolgenti, ci sarebbero addirittura degli atti formali...

Lucia Borsellino una volta ha detto: “Il diritto alla verità è un diritto che appartiene all’intera collettività”. Vincenzo Ceruso ha perciò scritto un saggio fondamentale per comprendere al meglio i fatti che si sono verificati il 19 luglio 1992, quando il magistrato antimafia Paolo Borsellino è stato massacrato con tutta la sua scorta, mediante una devastante autobomba, sotto casa della madre. I fatti di cui parla il saggio fanno riferimento a varie inchieste giudiziarie, alcune delle quali ancora in corso. Le persone citate, quindi, devono ritenersi innocenti fino all’ultimo grado di giudizio, anche se l’autore ha voluto compiere in primo luogo un’analisi di tipo storico-politico. La ricerca della ormai celeberrima agenda rossa ha portato Ceruso a ricostruire minuziosamente gli ultimi giorni della vita del giudice così come a tentare di rispondere a sei domande fondamentali su questo capitolo oscuro della storia italiana: chi è il traditore nel nido di vipere? Quante bombe sono esplose il 19 luglio 1992? Cos’ha scoperto il Giudice indagando sul movente dell’uccisione di Giovanni Falcone? Cos’ha scritto nell’agenda rossa? Dov’è stata rubata quell’agenda? Quali documenti si trovavano nella borsa del Giudice il giorno dell’attentato? Un saggio scottante che discute in maniera molto convincente le verità date per certe finora.