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La strega

La strega

Su un treno, in una carrozza piuttosto affollata, una madre viaggia con i suoi due figli: il bambino ha un sedile tutto per sé, mentre la donna siede di là dal corridoio accanto alla sorellina. Il bambino guarda fuori dal finestrino e afferma di aver visto una strega che voleva mangiarlo. La porta della carrozza si apre per far entrare un uomo. È anziano, con una faccia simpatica e con un sigaro in mano. Si avvicina al bambino, inizia a conversare e gli racconta una storia macabra: amava così tanto la sua sorellina che un giorno le ha messo le mani intorno al collo e l’ha uccisa. Poi ha smembrato il suo corpo e ha messo la testa in una gabbia con un orso che l’ha mangiata. L’uomo viene allontanato dalla madre e se ne va ridendo. Il figlio conclude che probabilmente è una strega... Durante una festa in una casa alla periferia di una piccola città, un ospite, anziano e piuttosto ubriaco, entra in cucina dove trova Eileen, la figlia adolescente dei padroni di casa, che sta facendo i compiti. Lei gli offre un caffè e vorrebbe fare conversazione, ma non trovano molti argomenti di cui discutere. La ragazza esprime la sua preoccupazione per l’imminente fine del mondo, lui liquida questi timori come “spazzatura macabra”. A disagio, l'ospite esce dalla cucina dove scambia alcune considerazioni sui giovani con il padre di Eileen... Fin dal suo primo giorno di scuola, Laurie manifesta un comportamento irriverente e baldanzoso. A tavola parla con insolenza al padre, rovescia il latte della sorellina e, soprattutto, racconta che un compagno è stato così maleducato da essere sculacciato dall’insegnante. Col passare del tempo i modi di Charles – questo è il suo nome – diventano sempre più violenti: picchia la maestra e una compagna, pesta i piedi per terra, tira i gessetti, urla forte, dà un pugno in pancia a un compagno, prende a calci un amico dell'insegnante entrato in classe per mostrare ai bambini un esercizio di ginnastica. Viene messo più volte in castigo e trattenuto a scuola dopo la campanella, così che tutti i bambini devono restare anche loro a sorvegliarlo. Ormai il nome “Charles” viene usato per indicare qualsiasi comportamento scorretto in famiglia e i genitori temono possa avere una cattiva influenza su Laurie. Dopo la terza settimana di scuola, la situazione sembra migliorare — Charles diventa l’aiutante della maestra –, poi, però, tutto torna alla normalità: fa dire parolacce a una compagna, ne dice lui stesso e tira un gessetto. L’incontro dei genitori con gli insegnanti è l’occasione per conoscere la madre di Charles, ma invece di scoprire com’è, la madre di Laurie fa una sorprendente scoperta... Clara Spencer viene accompagnata dal marito alla stazione degli autobus: viaggerà tutta la notte, per raggiungere New York e farsi curare un dente che le fa molto male: fatica a parlare per via della mandibola gonfia, si tiene un fazzoletto premuto sul viso, ha la testa leggera e una specie di vertigine. È “drogata” per via della codeina, del whisky che ha preso senza mangiare e del sonnifero. Eppure si preoccupa per il marito: non è sicura che riesca a cavarsela, anche se ha programmato ogni cosa per il giorno seguente. Durante una delle tante soste nei locali lungo la strada, conosce un uomo, Jim, che continua ad apparire ovunque vada, anche in città. Forse questo stato tra il confusionario e l’onirico è dovuto ai farmaci antidolorifici e all’anestesia per l’estrazione del dente, ma quando entra in una toilette per rinfrescarsi, quasi non si riconosce allo specchio. Controlla il contenuto della borsa e del borsellino: trova del denaro, mentre non c’è traccia dei documenti di identità o delle chiavi. Liberatasi di alcuni oggetti, torna in strada fra i passanti dove Jim, spuntato dalla folla, le si avvicina e la prende per mano...

Shirley Jackson è nata a San Francisco nel 1916 ed è cresciuta, con il fratello minore, in uno dei ricchi sobborghi della città. In una famiglia conservatrice come la sua, non tarda a sentirsi sola, diversa, un’outsider: la madre Geraldine – che considera la figlia “il prodotto di un aborto fallito” – la vorrebbe più curata nell’aspetto fisico e la critica spesso, anche come scrittrice. La sua vita da adulta sembra una continua ribellione verso la madre e i suoi valori: diventa scrittrice, ingrassa, sposa un intellettuale ebreo, Stanley Edgar Hyman, ma in realtà non si libererà mai del condizionamento di Geraldine, né smetterà di essere tormentata dalla sua disapprovazione. Purtroppo, con il matrimonio, non fa che replicare questa relazione tossica: lungi dall’essere il “salvatore” che la Jackson si aspetta, il marito la tratta in modo irrispettoso, costringendola nel ruolo di casalinga e madre. Nel 1945, dopo la nascita del primo figlio, si traferiscono da New York nel Vermont, dove a Hyman è stato offerto un posto di docente. La Jackson si sente infelice e oppressa, come indicato dalla sua crescente dipendenza da alcol, tranquillanti e anfetamine: trascorre gran parte della sua breve vita – morirà nel sonno all'età di 48 anni – occupandosi della cucina, delle pulizie, della spesa, del marito e dei quattro figli. Nonostante sia la sua scrittura a sostenere economicamente la famiglia – e anche per questo viene incoraggiata dal marito – è lui a controllare le finanze e si risente per il fatto che la carriera letteraria della moglie metta in ombra la sua. Con queste premesse non è difficile individuare uno dei motivi ricorrenti nei testi della Jackson: una donna sola che tenta di fuggire da una famiglia miserabile o da una comunità claustrofobica e finisce per “perdersi”. A volte sembra arrivare in un luogo che offre sicurezza e amore, per poi scoprire minacce nascoste: la speranza di una vita alternativa e più felice si rivela sempre illusoria. Le case, soprattutto, nella sua immaginazione, promettono, ma non danno tregua dai terrori quotidiani, trasformando spesso la vita domestica in qualcosa di inquietante. Ne La Strega – il primo dei quattro racconti che dà il titolo alla raccolta – un bambino racconta a sua madre di aver visto una strega fuori dal treno sul quale stanno viaggiando. Sovvertendo le normali aspettative di genere, la strega che si accomoda a chiacchierare con Johnny potrebbe essere l’anziano che racconta di aver ucciso e fatto a pezzi la sorellina. Anche ne L’ubriaco ritroviamo uno dei temi ricorrenti della Jackson, ovvero la delusione suscitata negli adulti dai figli che vengono commiserati e la disapprovazione dei giovani verso il comportamento insensato degli adulti: la disattenzione delle generazioni passate fa sì che i loro discendenti soffrano per il loro egoismo. Charles rappresenta un'altra variazione su questi temi: potrebbe non essere altro che l’alter ego di Laurie, che si spiega con la difficoltà ad adattarsi al nuovo ambiente scolastico; oppure un amico immaginario che offre a Laurie un modo per incanalare gli impulsi ribelli o per evitare di ammettere ai suoi genitori che è lui stesso a comportarsi male. Ma, come mai questa situazione non mette in allarme i genitori? Come possono essere così ingenui e superficiali? La capacità di intrecciare atmosfere inquietanti, narrazioni avvincenti e finali sfuggenti è evidente ne Il dente, in cui l’irreale e il reale si susseguono senza soluzione di continuità. La vicenda della protagonista, la sua necessità di fuggire da una situazione familiare diventata insostenibile e di trovare la propria identità offre all’autrice l’opportunità di esplorare il danno psichico a cui sono sottoposte molte donne e, più in generale, di scandagliare i recessi più nascosti della condizione umana.