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La tentazione di essere vento

La tentazione di essere vento
La dignità desolata di una donna che si assottiglia nell’anoressia, affinché le crepitanti fiamme del tormento che ne divorano il paesaggio interiore non producano più rumore dell’orgia delle lame che si incrociano al di fuori: “E adesso vuota/ sono libera/ di tornare a divorare/ le carezze negate, / le pagine non scritte, / i premi e le consolazioni/ che l’universo non ha voluto riservarmi”. La tenerezza malinconica di una donna profondamente sola, alle prese con i fantasmi di una vita mancata: “Avrei voluto esistere. / Non ce l’ho fatta. / Si vede che l’aria è troppo lieve:/ non ha saputo sostenere il mio respiro”. Come un grido soffocato la sua confessione assume le sembianze di un delirio onirico si cui si fa materia viva l’angoscia dei desideri irrealizzati:” Volevo essere aria perché mi respirassero/ e afferrare da dentro il mistero di ogni esistere, / aria per essere un abbraccio a cui non poter dire no”, e l’amara consapevolezza di chi si sente: “il cibo di cui nessuno ha fame, / pane sbriciolato nel ghetto dei folli, / bocca uncinata all’amo che non la porta su”. Fino al senso di autodistruzione di un’avventura umana che sembra non avere scampo, via d’uscita…  
Silvia Giacomini – attrice teatrale, scrittrice in versi e prosa, nonché autrice di testi drammaturgici – nella sua nuova antologia poetica raccoglie componimenti asciutti, crudi e a tratti pietosi, connotati da un forte pessimismo per la condizione umana e anche l'esigenza di una spietata sincerità. I suoi versi mettono a nudo le ragioni che hanno determinato la volontà di perdere sostanza fisica, il baratro che si apre tra lo sguardo e le inattingibili presenze del mondo esteriore. Pagina dopo pagina la voce di Silvia Giacomini si fa sempre più concreta e si ode l’accento inaudito e drammatico dell’insoddisfazione più profonda: quella in cui si rivela il deserto dell’amore. Eppure canto e grido lasciano sempre che la poesia spiri come un soffio umile e tenero tra i sogni frustrati dall’inesorabilità di un destino avverso. La tentazione di essere vento non è un testo commovente ma tragico: dolore puro ricacciato nel pensiero come un pianto di vetro. Lo stesso che conosce solo chi ha visto dietro un vetro, senza poterla accarezzare, una persona cara.