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La testimone del fuoco

La testimone del fuoco

Joona Linna  è in attesa di conoscere l’esito dell’inchiesta disciplinare che si è meritato col suo solito comportamento da “cane sciolto”; per il momento, dunque, è sospeso dal servizio. Ma il commissario dagli occhi di ghiaccio ha anche un intuito straordinario che ne fa quasi una leggenda tra i colleghi della polizia criminale. Così, quando viene commesso un duplice, brutale omicidio in una casa di recupero per ragazze minorenni problematiche in una località a nord di Stoccolma, gli viene chiesto di recarsi sul posto come osservatore per affiancare la polizia locale. Tutti sono convinti che ad uccidere la quattordicenne Miranda ed Elisabet, l’assistente di turno quella terribile notte, sia stata Vicky, un’altra ospite della struttura, scomparsa misteriosamente: sotto il suo cuscino, nella sua stanzetta, viene rinvenuta quella che pare essere l’arma di almeno uno dei delitti. Solo a Joona non sembra tutto così scontato, ci sono troppe cose che non quadrano e troppe domande che non trovano risposta. Perché Miranda giaceva sul letto, il corpo pallido composto, senza traccia di sangue, il capo sfondato e le mani innaturalmente poste a coprire il viso? È vero che l’arma dei due delitti non è la stessa, come affermano curiosamente la scienza (il medico legale) e l’irrazionale (una strana donna che sostiene di aver visto il fantasma della ragazzina morta)? Joona Linna non è il tipo da starsene a guardare mentre la polizia esita, soprattutto quando la presunta assassina durante la fuga potrebbe avere rapito un bambino indifeso di quattro anni…

Dopo la parentesi sottotono de L’esecutore, la coppia svedese dei coniugi Ahndoril, noti con lo pseudonimo di Lars Kepler, che nel 2010 vide balzare l’ opera prima (come coppia) L’ipnotista al vertice di tutte le classifiche, torna con successo al thriller psicologico che, evidentemente, le è più congeniale. Ben orchestrata ed avvincente, la storia si dipana in capitoli brevi e serrati che danno ritmo all’intreccio fino all’epilogo che, per certi versi chiude un cerchio, per altri apre nuovi scenari che preludono a nuove storie. D’altra parte gli autori, in varie interviste, non fanno  mistero di essere già al lavoro per un nuovo capitolo che promette momenti duri per il fascinoso commissario Joona Linna. Proprio nel protagonista, acuto, istintivo e allergico alle regole, e nella sua personalità forte e affascinante, benché provata da ricordi dolorosi, c’è una delle chiavi del successo della scrittura di Lars Kepler. Inoltre, le atmosfere ben raccontate, i personaggi sapientemente delineati (in questo romanzo conosciamo meglio il commissario finlandese), lo stile che mostra una certa eleganza, apparentemente confondibile con una sfumatura di “freddezza nordica”, ne fanno una gradevolissima lettura d’intrattenimento, seppure a tratti caratterizzata da qualche stereotipo di genere. Come ogni thriller psicologico che si rispetti La testimone del fuoco offre anche un risvolto inquietante: “La capacità di uccidere è un tratto comune a tutti gli esseri umani.[…] Ciascuno di noi porta in dote una massiccia dose di violenza. Ma la maggior parte delle persone è in grado di tenerla a bada”. Già, decisamente una questione inquietante che preferiamo indagare – e un po’ esorcizzare – con una storia gradevole come questa che gli appassionati non possono farsi sfuggire. Augurandoci che i coniugi Ahndoril stiano guardandosi incessantemente almeno un film al giorno (come raccontano) per trovare nuove ispirazioni per le loro storie intriganti.