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La traccia

La traccia

Joel Marcus siede nella sua poltrona di pelle preferita, esattamente al centro del suo salotto. I rumori del camion della nettezza urbana arrivano ancora in modo chiaro alle sue orecchie. Da quando è arrivato a Richmond, la sua fobia per i netturbini è peggiorata. Sono appena quattro mesi che è a capo dell’Istituto di medicina legale della Virginia ed è già arrivato a prendere tre milligrammi al giorno di Klonopin, un antidepressivo consigliatogli dal suo psichiatra. Non dovrebbe esagerare ma, stando attento a non assumere alcol o altri farmaci, può “concedersi un po’ più di antidepressivi”. Mentre cerca di tranquillizzarsi e di riportare il suo cuore impazzito a un ritmo normale, Joel pensa con nostalgia a quando era ancora a St. Louis. All’epoca non doveva gestire il più rinomato e grande istituto legale d’America e soprattutto non doveva combattere quotidianamente contro lo spettro del suo predecessore, la celeberrima Kay Scarpetta. Non l’ha mai conosciuta, ma da subito ha nutrito un astio e odio profondo verso quella donna che per tanti anni ha gestito quello che ora è il suo regno. Il suo disprezzo lo ha da subito dimostrato eliminando tutte le tracce che la ricordassero: quadri, libri addirittura piante. Ma il mito di quella donna continua ad aleggiare. Per questo, quando sul tavolo di acciaio è arrivato il corpo senza vita di Gilly Paulsson – un caso tutt’altro che semplice – Joel non ha esitato un attimo a chiamarla come consulente esterno. Un bel nome sul quale scaricare, nel caso, la colpa della mancata risoluzione del caso e nel frattempo dimostrare a tutti l’inettitudine del “dottor” Scarpetta...

La traccia è il tredicesimo romanzo di Patricia Cornwell con protagonista Kay Scarpetta; sono trascorsi cinque anni da quando Kay è stata sollevata dall’incarico di capo dell’Istituto di medicina legale e la ritroviamo in Florida, dove si è trasferita e continua a svolgere la sua professione da libero professionista. A richiamare la famosa patologa nella sua città, uno strano caso di omicidio che coinvolge una ragazza di 15 anni di cui non si riesce a risalire alle cause della morte. Nonostante la Cornwell inserisca anche una vicenda complementare e parallela a quella principale – la nipote della protagonista, Lucy, è sulle tracce di un serial killer – il libro non mantiene gli standard dei precedenti. A incidere sicuramente il cambio di prospettiva: dalla prima persona si passa alla terza, rendendo la scrittura molto impersonale e impedendo al lettore l’immedesimazione nella trama. A questo concorre anche la mancata caratterizzazione di alcuni personaggi, il cui inserimento appare talvolta più casuale che non dovuto a una reale motivazione di trama mancando completamente l’evoluzione di questi (un esempio sono il dottor Marcus e il padre della vittima). Infine, l’identità del serial killer, identificabile già a metà del libro e l’inserimento di non poche “americanate”, come ville super lussuose, ingegni super tecnologici e una buona dose di armi a portata di mano, fanno sì che questo romanzo non possa di certo essere considerato uno dei migliori di Patricia Cornwell.