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La trilogia dei colori

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Ogni storia ha un colore. Quella di Yuko è bianca, candida come la neve che cade sulle cime più alte del Giappone. Il suo sogno è quello di diventare un poeta. Yuko scrive solo haiku: versi di diciassette sillabe dove la sola protagonista, la musa indiscussa, è la neve che copre la valle di ghiaccio in cui vive e che culla il sonno eterno della bellissima funambola che amava. Tuttavia, i suoi versi sono troppo bianchi. Yuko, per diventare un vero poeta, deve innanzitutto colorare la sua anima… La storia di Johannes Karelsky è nera, come il legno di un violino. Johannes, la cui carriera di musicista è stata stroncata da una ferita di guerra, si rifugia nel laboratorio del liutaio Erasmus, ubicato in una claustrofobica calle veneziana. È qui che Johannes viene a conoscenza della storia di Carla, bellissima contessa dai capelli neri come l’ebano, e di come il liutaio si innamorò perdutamente della sua voce. Un musicista si innamora sempre e solo della musica. Nessun suono era soave come quello emesso dal canto di Carla e, per questo, egli ha costruito uno strumento meraviglioso: un violino, nero come i suoi capelli e con il suono della sua voce. Uno strumento maledetto in grado di condurre un uomo alla pazzia… La storia di Aurélien Rochefer, infine, è color oro, come il miele che, con tanta dedizione, producono le api. Nel piccolo giardino accanto alla sua casa, immersa nelle distese di lavanda provenzali, sogna di diventare un apicoltore. Con dedizione e sacrifici si dedica alla realizzazione del suo desiderio, il quale verrà, tuttavia, presto distrutto da una tempesta di fulmini. Forse il destino di Aurélien non è tra la lavanda della Francia. Il suo destino è tra le calde terre africane, da dove la sua dorata ape regina lo sta chiamando, in sogno…

Maxence Fermine, scrittore francese che ha firmato romanzi quali La piccola mercante di sogni e La bambola di porcellana, deve il suo esordio a Neve, Il Violino Nero e L’Apicoltore. I tre brevi racconti, qui uniti nella raccolta La trilogia dei colori, sono un delicato inno all’arte. L’arte dello scrivere, sottile e leggera come una corda sospesa nel vuoto. La musica inebriante e tanto potente da portare alla pazzia e l’arte dell’animo umano che insegue il suo amore. Tre storie apparentemente distanti l’una dall’altra, ambientate in luoghi lontani tra loro, ma legate dal filo conduttore del colore, che è vita ed anima. Immaginando queste storie, altro non possono essere se non bianco, nero ed oro. Anche il tono di voce della narrazione cambia di storia in storia, iniziando in un delicato e flebile sussurro, procedendo con profondo mistero ed esplodendo poi nella ricchezza di immaginari onirici e splendenti. Ciò che rende queste storie commoventi è l’umanità che esse raccontano. Il sogno, che si impossessa dell’anima senza via di scampo e ruba il cuore agli uomini, viene inseguito dai tre protagonisti nonostante i numerosi ostacoli e le disapprovazioni che gli si presentano. Le difficoltà, le speranze e le paure che infliggono ogni sognatore si possono incontrare tra queste poetiche pagine. Yuko, Johannes e Aurélien ci insegnano che per realizzare i propri sogni è necessario cambiare punto di vista, perdersi e rinascere da se stessi. Il segreto è colorare la propria anima, superare i nostri stessi limiti e godersi, infine, i meriti delle nostre fatiche avvolti da un’abbacinante luce dorata.