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La trilogia dei re

La trilogia dei re

Il Grande Balzo programmato da Mao Zedong in piena Rivoluzione culturale cinese richiede l’abbandono delle città e il lavoro nelle grandi aziende agricole periferiche, dove sono destinati tutti i giovani intellettuali segnalati per le loro idee... un po’ troppo rivoluzionarie! Wang Yisheng è uno di questi giovani, capitato in quella brigata di montagna perché sorpreso a trafficare con dei manifesti propagandistici appiccicati sui muri di una piccola città. Soprannominato il “Topo della scacchiera”, fin da bambino ha rinunciato allo studio per dedicarsi agli scacchi: infatti non si era mai interessato alla politica, perché cibo e scacchi sono sempre stati la sua ossessione. Tuttavia l’hanno beccato mentre staccava dei dazebao, ma voleva solo rivendere la carta e mangiare. Nella brigata alterna il lavoro con il gioco, ma le sue ambizioni sono alte. Decide allora di sfidare il vincitore del torneo locale, anzi tutti i partecipanti in una partita in simultanea che giocherà senza guardare la scacchiera. Su quelle stesse montagne vive Grumo, il “re degli alberi”, ex militare con una forza straordinaria, votato alla difesa del grande albero che i giovani intellettuali della brigata intendono bruciare per permettere la coltivazione di quei terreni selvaggi. La sua vita è in montagna, fra gli alberi ed il bambù, ma i piani del segretario del partito sono diversi, e Grumo dovrà farsi da parte, fino a scomparire come il grande albero che custodiva e che non è riuscito a salvare. La grande dedizione al lavoro in azienda ed al partito portano Stecco ad un incarico di alto livello, diventare un “re dei bambini”, un maestro. Si tratta di un compito che lo spaventa perché non l’ha mai fatto prima visto che non ha neppure finito le scuole medie. Ma conosce bene la scrittura. Dopo una prima fase di studio dei suoi alunni, decide di insegnare a quei ragazzi così ignoranti come leggere, capire e scrivere le loro idee, per raccontare tutto ciò che li circonda: abbandona quindi ogni tipo di libro di testo e metodo di insegnamento e costruisce con la sua classe terza un percorso di vita differente da quello dei suoi colleghi. Non la pensa come lui il segretario di partito...

Zhong Acheng è uno dei primi narratori della Rivoluzione Culturale cinese, quel periodo pensato da Mao per riscattare la sua immagine dopo il fallimento della riforma economica. Fra la fine degli anni ’60 e gli anni ’70 gli oppositori del partito vennero impiegati per il recupero agricolo delle zone interne, quindi furono inviati nelle aziende periferiche dove far sfruttare la loro forza fisica, mettendo a tacere ogni forma di ribellione morale e intellettuale. Acheng viene considerato uno degli esponenti principali della "letteratura delle radici" (xungen wenxue), libera dalle influenze occidentali e più vicina alla tradizione cinese, che rappresenta a pieno in tutte le sue narrazioni. La "Trilogia dei re" è formata dai volumi Il re degli alberi (Shu wang, 1990), Il re dei bambini (Haizi wang, 1991) e Il re degli scacchi (Qi Wang, 1989): ogni racconto costituisce un tassello differente della variegata umanità che ha popolato le campagne cinesi in quegli anni. Non c’è una critica aperta al regime autoritario del partito, ma un racconto che vuole riscoprire e rilanciare la vita culturale delle origini, messa a confronto con la corruzione ideologica del partito cinese. Tutti i protagonisti sono quasi anonime figure che si stagliano dalla media a rappresentare le legittime aspirazioni e speranze del popolo cinese, fatto di tante unità ricche di talento ed umanità.