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La vendetta del bosco

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In un gradevole sabato mattina di fine settembre Marta, con i figli Arianna e Pietro, parte per una due giorni nel verde. Ha bisogno di lasciare la città e le occupazioni abituali e, in più, vuole coinvolgere la quattordicenne Arianna e il fratellino Pietro di soli nove anni in un’attività a favore della natura: la pulizia dei boschi. I figli, particolarmente Arianna, non sembrano troppo entusiasti del programma, ma, quando arrivano al parco naturale di Colleluco dove li attendono Enrico e sua moglie Caterina con le amiche Elena e Rebecca, subito aderiscono di buon grado al programma di pulizia elaborato da Enrico, entusiasta organizzatore e capogruppo: bastone in alluminio dotato di pinza al fondo, guanti, sacchetto per le immondizie e walkie-talkie saranno la loro dotazione. Il bosco offre ombra e frescura, ma non solo. A un certo punto qualcosa dentro un cespuglio incuriosisce il piccolo Pietro che, preso dalla curiosità, si abbandona ad avventurose fantasie. E, quando gli pare di vedere un animale schizzare fuori dall’intrico dei rami e fuggire, comincia a seguirlo addentrandosi nel folto del bosco, dove gli alberi si fanno sempre più fitti e il sottobosco sempre più intricato finché, girovagando qua e là, il ragazzino si imbatte in uno scarpone che sembra ben conficcato nel terreno. È certamente un rifiuto e Pietro decide di raccoglierlo pregustando la bella figura che farà al rientro alla base. Ma disincastrarlo si rivela molto difficile e, quando il ragazzino finalmente e faticosamente ci riesce, vede con spavento che l’oggetto era bloccato a terra dal piede che lo calzava: “un piede, bianco come il latte, tranne per alcune chiazze nere”…

La vendetta del bosco è un romanzo che unisce avventura, con un pizzico di giallo, ecologia e riflessioni sul rapporto degli esseri umani con la natura. Il parco naturale in cui è ambientato è un luogo di fantasia che rappresenta il mondo naturale tutto e le sofferenze, da ultimo sempre più dure e invasive e profonde, che l’uomo gli infligge. L’autore, pur raccontando una vicenda dei nostri giorni, evoca antiche figure mitologiche ispirate dalla vita dei boschi e delle foreste, come le amadriadi, ninfe che vivono all’interno degli alberi, della mitologia greca, e l’Ajatar finlandese, combattivo spirito della foresta nonché suo guardiano e difensore, nell’intento di infondere nei giovanissimi lettori sentimenti di amore e rispetto per il verde che ci circonda. Leggiamo infatti nella postfazione: “Ho cercato un po’ di ingredienti nelle grandi credenze e storie degli uomini, per raccontare questo bosco. E, al tempo stesso, ho cercato di creare una sua voce, nella speranza di narrare la sua sofferenza verso chi non lo rispetta o chi crede di riuscire a ingabbiarlo ponendogli dei limiti”. L’intento è riuscito, anche con qualche brivido, il che non guasta.