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La verità di Maria

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Oasi settentrionale, Egitto, 69 d.C.: Maria Maddalena è stanca. Sono ormai decenni che si sposta di terra in terra diffondendo la Parola di Gesù. Sente che la sua ora sta per arrivare e sa che l’Egitto sarà l’ultimo luogo che vedrà su questa terra. Dopo l’ennesima, lunga peregrinazione è finalmente giunta a dorso di mulo alla meta del suo viaggio. Ad accoglierla, un uomo vecchio e mezzo sordo, Isaia. Ma quando lei gli rivela il suo nome, lo scintillio nei suoi occhi si fa più vivo: Maria Maddalena è la Matriarca e deve essere subito scortata da Lia, la donna cui la piccola comunità di cristiani che vivono nell’oasi fa riferimento. Maria, ricercata ormai da tutti – cristiani, ebrei, romani – sa che prima di abbandonare definitivamente questa terra per ricongiungersi con Gesù nel Regno dei Cieli, deve raccontare la sua storia e sarà proprio compito di Lia tramandarla alla posterità. Insieme a lei ha viaggiato anche un uomo, Quinto. L’accento è straniero e ben presto gli abitanti dell’oasi lo riconoscono come un soldato romano. Questi, supportato da Maria, racconta loro la sua storia: era una guardia pretoriana agli ordini dell’imperatore ed è a Roma ha conosciuto Simon Pietro, di cui era il carceriere, e Maria. È stato proprio Simon Pietro a parlargli di Gesù Cristo, aprendogli gli occhi, la mente e il cuore, e a battezzarlo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Dopo la morte dell’apostolo, Quinto ha deciso di lasciare la sua vecchia vita e seguire Maria, per proteggerla e onorarla. La piccola comunità di cristiani ascolta commossa: anche loro sono tutti ebrei convertiti grazie a Paolo, un altro seguace di Gesù. Ma è proprio Maria a portare loro la triste notizia: anche Paolo, così come Simon Pietro, è una delle vittime dell’imperatore Nerone. Per tutti loro, comunque, è Maria a rappresentare la vera fonte d’ispirazione, la donna che era così preziosa per Gesù. La stessa donna che Simon Pietro, prima di morire, ha designato come suo successore…

Lo statunitense Glenn Cooper, il “perfetto esempio di self-made man” così come è definito ormai da anni dal suo editore italiano sulle quarte di copertina, archeologo con un dottorato in Medicina, produttore e sceneggiatore cinematografico e, ovviamente, scrittore di bestseller internazionali, torna con una nuova, attesissima pubblicazione. La verità di Maria è il sesto romanzo della saga che, dal 2016, Cooper dedica alle imprese del professore della Harvard Divinity School Calvin (Cal) Donovan. E, come sempre, riesce a catturare il lettore impedendogli – letteralmente – di mollare il libro prima di essere arrivato tutto d’un fiato all’ultima parola. Come Cooper riesca ogni volta a ricreare la stessa magia con ingredienti sempre diversi e accattivanti resta, ai più, un mistero. L’ambientazione di questa ultima opera risulta più varia rispetto ai thriller precedenti della medesima saga. Spazia, infatti, dalla Galilea all’Egitto, da Roma a Boston e Pittsburgh in un arco temporale che alterna sapientemente il I secolo dopo Cristo al presente. Nulla è lasciato al caso, a partire dal furto dei papiri nel 79 d.C. da parte di Shakir, artigiano di maschere funerarie e vero e proprio deus ex machina dell’intera vicenda che conduce, a tutti gli effetti, a una rivelazione epocale riguardo la storia della cristianità. Il protagonista, Cal Donovan, mostra su di sé evidenti segni di crescita personale e si presenta in una nuova veste che lo rende più maturo, meno altezzoso e, certamente, più umano. Nuovi personaggi affiancano quelli già ben noti, che nel turbine degli eventi appaiono spesso in maniera piuttosto fugace, ma sempre determinante e mai banale. Se proprio si vuole, per eccesso di pignoleria, trovare un difetto a questo ennesimo bestseller di Cooper occorre certamente indicare il finale che, come sempre, si risolve in pochissime righe lasciando, d’altro canto, ampio spazio all’imaginazione del lettore. Che, c’è da scommettersi, avrà già iniziato il conto alla rovescia per il successivo capitolo della saga.