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La visione del male

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“Quella degli omicidi su misura è la variante di una più antica e abusata leggenda metropolitana, relativa all’esistenza di un mercato degli snuff movie, ossia i film che mostrano uccisioni reali, spesso precedute dalle sevizie e dal supplizio della vittima”. 2015. Giovanni Martelli vive a Bologna in un caotico appartamento che è determinato a lasciare non appena la sua carriera da giornalista di cronaca nera sarà decollata. Eppure, sebbene desideri una carriera di successo, Martelli non è disposto a sacrificare a quest’ultima i suoi ideali. Il giovane giornalista si sofferma su casi di persone scomparse da tempo, talvolta irrisolti e di scarsa visibilità mediatica, per riesumarne la memoria, e rivelare una verità ancora sconosciuta. È il caso di Veronica Matarrese, scomparsa quattro anni prima. Era figlia di Mario Matarrese, unico sopravvissuto alla tragica rapina di un furgone blindato. L’assalto al blindato aveva avuto successo ma ad esso era seguito un brutale massacro tra gli stessi rapinatori, ognuno dei quali bramava l’esclusiva sull’intero bottino… Angelino Torrisi è un investigatore privato sulla sessantina. Cinico e calcolatore, egli viene assunto per indagare sulla scomparsa di Luca Sacripante e Bruno Pulici. Procedendo con le indagini Torrisi si imbatte in film raccapriccianti, violenti, perversi. Barbaramente smerciati sul dark web, gli snuff movie vengono realizzati per volontà di abominevoli individui disposti a pagare fiumi di denaro affinché le loro più infime e deprecabili fantasie vengano soddisfatte. Una di queste spaventevoli pellicole ha quale protagonista proprio Veronica Matarrese, uccisa da tre ignote figure incappucciate. Torrisi e Martelli devono collaborare, integrare i rispettivi punti di vista, vivere all’insegna del dubbio senza dare nulla per scontato…

La visione del male è il terzo romanzo di Fabrizio Di Marco. Esperto di letteratura gialla e di cinema di genere, l’autore ha esordito nella narrativa con Spiando la notte (2011), a cui è seguito Lo scorpione d’argento (2014). Così come in Scorpione d’argento anche in questo testo la cinematografia svolge un ruolo centrale: nell’attitudine del giornalista Giovanni Martelli ad associare ogni persona ad un attore del cinema e, in particolare, nella realizzazione dello snuff movie avente come protagonista Veronica Matarrese, personaggio attorno al quale ruota l’intero romanzo. La prosa di Di Marco è ordinata ed esemplare, egli è abilissimo nel creare suspense e tetre atmosfere noir. Interessante è il procedimento narrativo adottato al fine di insinuare l’inquietudine dell’attesa in chi legge: ad ogni personaggio corrisponde un filo narrativo, ed ognuno di essi narra gli avvenimenti dal suo punto di vista senza che il narratore si manifesti in alcun modo, suscitando innumerevoli interrogativi che solo l’ultima pagina del romanzo può svelare. Oltre all’aspetto formale, anche sul contenuto è opportuno spendere qualche parola. L’intreccio trae origine da una rapina sfociata in un sanguinoso massacro, tuttavia non è questo l’espediente narrativo: Di Marco ci guida alla scoperta delle nefandezze compiute in un ambito del web che non molti di noi conoscono, madido di pericoli da cui è necessario schermarsi. “Il mondo di internet è come un immenso iceberg che spunta dall’oceano. Tutti possono vederne la parte emersa ma, restando in superficie, nessuno può immaginare come sia fatta la parte subacquea. C’è solo una certezza: essa è decine di volte più grande di quella visibile e può rendere la navigazione molto pericolosa”.