1714. Adeline La Rue è una giovane donna un po’ schiva e solitaria che vive con i genitori a Villon-sur-Sarthe, nei pressi di Le Mains. La sua unica vera amicizia è quella con l’anziana Estele, una sorta di fattucchiera che le insegna a pregare gli dei ma che la ammonisce dal contattarli dopo il tramonto. Una sera, però, Addie non ascolta il consiglio ed evoca l’Oscuro, che si presenta sotto forma di un uomo bellissimo, perfettamente uguale nei connotati a come si era immaginata Addie il suo uomo ideale; all’Oscuro Addie chiede di non dover sposare il vedovo al quale tutti vogliono darla in moglie e di avere molto tempo per portare a termine le sue cose senza che nessuno la obblighi mai a fare niente. L’Oscuro accetta il patto ma da quel momento Adeline diventa una specie di fantasma: infatti, basta che esca dalla vista delle persone - spostandosi di stanza oppure andando anche solo per poco a dormire in camera sua - perché tutti si dimentichino totalmente di lei, non sapendo più chi sia. In cambio, però, Addie ha ricevuto anche il dono dell’immortalità: può soffrire, certo, ma non può morire almeno finché non sarà stanca di vivere e renderà l’anima all’Oscuro. Adeline inizia così una vita di vagabondaggi in completa solitudine: nessuno la ricorda, nessuno la conosce; è completamente sola e deve bastare a sé stessa... Passano tre secoli e arriva il 2014, anno in cui Addie, che si è mantenuta sempre giovane, vive a New York e fa conoscenza con un giovane libraio di nome Henry Strauss, un ragazzo fragile e dalle buone maniere che subito si fa amare per la sua simpatia e gentilezza. Nonostante sia conscia che Henry la dimenticherà appena uscirà dalla libreria, Addie decide comunque di tornare il giorno dopo ed ecco che qualcosa di meraviglioso e stranissimo accade: il giovane si ricorda di lei...

Victoria Elizabeth Schwab è un’acclamatissima scrittrice di YA di genere fantasy che è arrivata al successo nel 2013 e che, poi, ha confermato le aspettative del pubblico e della critica nel corso degli anni. La vita invisibile di Addie La Rue è un romanzo un po’ diverso dagli altri, potremmo definirlo faustiano, infatti è una narrazione che tratta il sempre riuscito e affascinante tema del patto col diavolo. Addie, la protagonista, evoca il diavolo e ottiene da lui immortalità ma anche una vita da invisibile, caratterizzata da una solitudine profonda e tristemente risolvibile solo con la morte. Eppure Addie, anche dopo trecento anni di questa tremenda vita, non permette al diavolo di prendere la sua anima e ciò testimonia l’attaccamento all’esistenza di questa donna e la sua speranza che qualcosa possa cambiare. L’insegnamento di questo romanzo è sicuramente quello di imparare ad amare la propria esistenza così com’è, immersa in una comunità, rispecchiata nello sguardo di chi vive attorno a noi, poiché la libertà da ogni vincolo non vale sicuramente la solitudine eterna e vivere di assoluti è sempre sbagliato. La profondità delle premesse e l’importanza dei temi trattati, però, non sono sempre adeguatamente rispecchiati dalla qualità dell’opera letteraria in sé: la storia di Addie avrebbe reso il doppio – per dirne una – se il romanzo fosse stato lungo la metà. La storia di Addie appassiona soprattutto all’inizio e alla fine ma con un po’ di pazienza è possibile trovare dei guizzi anche nel mezzo, nonostante le continue digressioni (i lunghi ragionamenti della protagonista, le ambientazioni) un po’ fuori focus e che appesantiscono molto la lettura; nel complesso, però, si tratta di un ottimo romanzo adatto ad un pubblico sia giovane che adulto, che racchiude in sé moltissimi spunti di riflessione e un epilogo coinvolgente e drammatico.