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La vita segreta delle ragazze di chiesa

La vita segreta delle ragazze di chiesa

Eula e Caroletta sono amiche fin dalla seconda superiore, quando si incontrarono per la prima volta, “uniche ragazze nere nella classe per studenti dotati di letteratura inglese”. Allora avevano tanti sogni e molte fantasie: incontrare il ragazzo perfetto, sposarsi con un doppio matrimonio alle Hawaii, fare le volontarie in chiesa e insegnare alle superiori. Il 31 dicembre del 1999, a quarant’anni suonati, si ritrovano come ogni anno a festeggiare insieme in una suite d’albergo a Clarksville, a qualche chilometro di distanza dalle loro case: pochi sono i progetti che hanno realizzato, forse uno solo, quello di insegnare, ma il marito giusto deve ancora arrivare e, tra le due, ormai è solo Eula che crede ancora che la felicità consista nell’avere a fianco un uomo timorato di Dio… Nichelle scrive una lettera a Jackie, la sorellastra che non ha mai conosciuto, per comunicarle che il padre in comune, Wallace “Stet” Brown, è morto a causa di un ictus la settimana precedente: dopo aver discusso anche con le altre sorelle, Rennee, Kimba e Tasheta, Nichelle si è convinta fosse giusto che anche Jackie venisse informata dell’accaduto, anche se l’unica volta che ha visto il padre, lei era ancora in fasce. Le quattro donne, in particolare la più giovane Tasheta, ci tengono a comunicare a Jackie che non si è persa molto a non conoscere Stet e che, anzi, forse è stata pure una fortuna per lei. Attraverso le parole di Jackie si delineano i caratteri di tutte le sorelle, legate da rapporti molto intensi e, talvolta, conflittuali: la lettera piano piano si trasforma in un invito a conoscersi e a stringere un legame di sorellanza, al di là delle vicende familiari e delle differenze individuali… Olivia osserva i passaggi per preparare il crumble di pesche, di cui sa già non potrà assaggiare nemmeno una briciola: non è per lei infatti, ma per il reverendo Neely, che ogni lunedì le viene a trovare per mangiare quel dolce delizioso e per trascorrere un po’ di tempo chiuso nella stanza da letto con la madre. Se lui non viene, il crumble viene gettato nella spazzatura, dove la bambina talvolta riesce a recuperarne, di nascosto, qualche pezzo. Trascorrono gli anni, Olivia cresce desiderando di rimpinzarsi di quel crumble preparato a regola d’arte e di appropriarsi dei segreti della madre, ma soprattutto prendendo progressivamente coscienza del ruolo giocato dal reverendo nelle loro vite e il legame che le costringe a restare attaccate a lui…

Deesha Philyaw è un’autrice americana, ha studiato economia alla Yale University e si è occupata di comunicazione aziendale. Si è poi dedicata alla scrittura per alcune riviste letterarie. La vita segreta delle ragazze di chiesa è la sua prima opera narrativa, vincitrice del The Story Price. Dalla raccolta è in corso la produzione di una serie TV HBO Max. La vita segreta delle ragazze di chiesa contiene nove racconti tutti al femminile, narrati dalla voce delle protagoniste, che non temono di rivelare lati nascosti della loro personalità, storie scabrose, esperienze toccanti, segreti che hanno radici profonde, spesso legati a un passato familiare drammatico o a scelte di vita sofferte, ma necessarie. Queste donne testimoniano la fatica di superare pregiudizi in quei contesti sociali in cui ancora sono radicati e affermano il diritto ad essere sé stesse, al di là delle convenzioni e dell’educazione familiare, che spesso non consentono di vivere liberamente la propria sessualità, se non a costo dell’esclusione. Alcune, come Eula e Caroletta, nascondono il loro desiderio reciproco, concedendosi solo pochi attimi di intimità; Rhonda e Arletha, a causa del loro amore, hanno rinunciato al rapporto con le loro madri. Il moralismo, oltre che in famiglia, è soprattutto imperante nelle comunità religiose della provincia americana, in cui alcune protagoniste sono cresciute nella paura del giudizio e della condanna per le loro pulsioni e sentimenti più intimi. Queste storie denunciano quindi la discriminazione, ancora persistente nei confronti dell’omosessualità, e il perbenismo di facciata che copre i comportamenti discutibili proprio di coloro che per primi condannano e puntano il dito contro i peccatori, come nel racconto del reverendo Neely. La voce di queste donne, forti delle loro passioni e sacrifici, suona allora come un invito a non rinunciare, per nessun motivo, a vivere in modo autentico e senza paura le proprie emozioni.